mercoledì 14 gennaio 2015

Il Messaggio della Madonna

DIO È LA PACE STESSA, QUESTO IL
MESSAGGIO DI MEDJUGORJE.
Migliaia di pellegrini beneficiano di questa
grazia a Medjugorje.
Si lancia­no nell'abbraccio del Padre presente,
amorevole e compassionevole, pro­prio come fece
il figliol prodigo.
Guariscono dalle ferite causate dalla di­stanza e
dalla mancanza di pace.
Le lunghe code di pellegrini che aspetta­no pazienti
davanti ai confessionali sono la miglior prova che la
lontananza soffocante a Medjugorje può essere superata.
Attraverso Maria, la Regina della Pace, Dio si è
nuovamente avvicinato, proprio come fece molti anni fa
con santa Elisabetta.
Molti esultano e celebrano il fatto di aver ricono­sciuto
e sentito la vicinanza di Dio.
Molti hanno sentito il saluto del Dio, che è vicino all'uomo
e lo ama,  proprio come fece il grande profeta Giovanni
il Battista quando era in grembo a sua madre Elisabetta.
Essi sono stati salvati dal peccato, cioè dall'allontanamento
da Dio, e vennero tirati fuori dall'isolamento.
Da ciò si sviluppa una nuova comunità, molti si sentono
rinati e, con grande sorpresa, riscoprono la gioia di vivere.
L'esperienza di sant'Agostino è la stessa di tanti
pelle­grini di Medjugorje.
Molti qui hanno confermato quanto disse santa Teresa
d'Avila e che potrete trovare scritto nei conventi del suo
ordine, spesso nella sala d'a­spetto: "Dio solo mi basta".
Questo non significa che non c'è bisogno del­l'uomo o che
questo va contro il prossimo, ma è un monito molto semplice
per chi si sente minacciato ed insicuro nel più profondo
della sua anima.
Dio ha creato il cuore umano per Se Stesso e quel cuore
non può avere pace senza il suo Creatore.

giovedì 8 gennaio 2015

Mancanza di Pace

LA MADONNA CI DICE CHE;
L'ALLONTANAMENTO DA DIO HA
COME FRUTTO LA MANCANZA DI
PACE NEI NOSTRI CUORI.
È per questo che succedono cose come quelle
che stanno succedendo in questi giorni, e
purtroppo, non voglio essere l’uccello del
malaugurio, ma credo che siamo solo all’inizio.
L’uomo purtroppo è sofferente.
E tutta la sofferenza dell'uomo si basa su questo.
Poiché l'uomo è una creatura di Dio, Dio è la
fonte della vita e quindi del cammino, della luce
e della verità.
Ed allora, allontanarci da Dio significa chiaramente
e senza ecce­zioni rimanere privi delle condizioni
necessarie alla vita.
Non appena l'uo­mo si allontana, si sente distante
e isolato, è minacciato ed esposto alla profondità
del suo essere e diventa vulnerabile.
E nell'anima, questa condizione provoca la
man­canza di pace.
Ecco perché molti oggi si sentono impazienti
ecco perché il loro cuore grida, affamato di pace
e sicurezza, chiedendo cose che solo la vicinanza
e la presenza di Dio possono dare, ma se non
trovano la pace purtroppo cercano la consolazione
nel mondo, ed allora succede un disastro, perché
il mondo non può dare nessuna consolazione.
Perciò, solo il paradiso è sostanzialmen­te la
presenza di Dio accanto a noi, e il nostro trovarci
nella sua Luce; l'infer­no è la totale assenza di Dio
e quindi la totale assenza della pace.
Tale lontananza e la sofferenza che ne deriva non
possono essere supera­te cercando degli espedienti
per dimenticare.
Sempre più persone cercano di farlo ricorrendo
alle droghe, all'alcol, alle sette, magari Islamiche
come stiamo vedendo, che stordiscono ci rendono
impotenti e schiavi, ma non ci danno la pace.
Quella sofferenza può essere superata solo
convertendosi total­mente e radicalmente a Dio.
La lontananza dà luogo alla mancanza di pace e
la mancanza di pace dà luogo alla lontananza.
Possiamo uscire da questa trappola solamente
decidendoci per Dio!
Egli è vicino al suo popolo come nessun altro
perché il suo nome è Emmanuele, che significa
Dio per il suo popolo e con il suo popolo.
Allora, il processo di conversione può essere
concepito come il cammino della gioia che ci
porta via dalla lontananza, via dalla mancanza
di pace e nella vicinanza a Dio e nella vera pace.
Buona conversione, amici, da Fausto.

mercoledì 7 gennaio 2015

Problemi telefonici

 
Ciao a tutti voi amici, in tanti mi hanno telefonato per chiedermi 
se è successo qualcosa di brutto non vedendo più i miei scritti 
su questa pagina, fortunatamente non è successo niente a me, 
ma alla linea telefonica di cui mi servo, è da Venerdi 2 Gennaio 2015 
che non ho più copertura, allora il 2 mattino chiamo la mia 
compagnia telefonica; la grande Fastweb, certo, (grande per la 
pubblicità, per il resto lascia a desiderare), e mi risponde un 
operatore che mi comunica che c'è un guasto sulla linea e mi 
assicura che in un paio di giorni si risolve il tutto, meno male, 
prima presa per il sedere, non succede niente ed allora il 
Lunedì 5 Gennaio 2015, richiamo, mi risponde lo stesso 
operatore, altra presa per il sedere, mi dice; ci scusiamo 
ma i tecnici stanno lavorando e entro oggi o al massimo 
domani riavrà la linea, pensate sia finita, no questa mattina 
ritelefono e mi dicono che i tecnici stanno ancora lavorando, 
terza presa per il sedere.
voi pensate che con tutte queste feste i tecnici abbiano lavorato?
No di certo e questo è stato quello che mi ha fatto arrabbiare, 
se mi avessero detto la verità non mi sarei arrabbiato.
poi arriva il colmo; Lunedì 5 Gennaio mi telefona una operatrice 
della Fastweb, mi dice che hanno un'offerta da propormi per la 
rete mobile, l'ho mandata a quel paese assieme alla Fastweb.
perciò attenzione amici se avete intenzione di passare a questa 
compagnia telefonica, al momento del contratto tante belle 
promesse, quando ci sono problemi non trovi nessuno, stamattina 
ho chiesto di parlare con un responsabile, mi hanno risposto 
che il responsabile non c'è.
Bene, allora adesso mi consulto con l'Avvocato per disdire 
il contratto, in quanto questa compagnia telefonica fa pena.
Ora riprendo la mia pubblicazione normale e mi scuso con tutti voi, Fausto.

martedì 30 dicembre 2014

Messaggio straordinario

Lunedì 29 Dicembre 2014,
Ivan ha avuto una apparizione straordinaria
sul Podbrdo, alle ore 22:00. Ecco le parole di Ivan:
«Anche stasera la Madonna è venuta a noi
particolarmente gioiosa e felice.
All’inizio ci ha salutato tutti col suo saluto materno:
Sia lodato Gesù, cari figli miei!
Poi la Madonna ha detto: Cari figli, anche oggi vi
voglio dire grazie.
Grazie cari figli, perché avete fatto una scelta:
avete deciso di vivere i miei messaggi.
Oggi di nuovo vi invito, durante questo tempo di grazia,
a pregare di più per la famiglia, per la evangelizzazione
della famiglia e particolarmente per i giovani affinché
Dio dimori nella famiglia e vi occupi il primo posto.
Io sono insieme a voi, prego con voi. Grazie cari figli,
perché anche oggi avete risposto alla mia chiamata.
Poi la Madonna ha pregato qui su tutti noi con le mani
distese, ci ha benedetto tutti con la sua benedizione
materna ed inoltre, ha benedetto tutti gli oggetti sacri
portati qui per la benedizione.
Ho raccomandato tutti voi, i vostri bisogni, le vostre
famiglie, tutto quello che voi portate nei vostri cuori.
La Madonna sa bene che cosa sentite e conosce i nostri cuori.
Dopo la Madonna ha continuato a pregare sopra tutti noi
ed in questa preghiera se n’è andata nel segno della
luce e della croce, col saluto:
Andate in pace, cari figli miei!.


domenica 28 dicembre 2014

La Famiglia di Nazareth

Una strana Famiglia!
I giorni di Natale scorrono in fretta.
Forse, me lo auguro, ve lo auguro, siamo riusciti
(almeno un poco!) a fidarci di Dio, a dirgli che ci teniamo
a Lui, che in questo Natale può contare su di noi.
E oggi, nella domenica che incontriamo tra il Natale
e Capodanno, siamo invitati a fermare il nostro sguardo
su questa strana famiglia che ci viene proposta a modello
per la nostra famiglia concreta.
Resto sempre un po' in imbarazzo a parlare di "modello"
quando parlo della Santa Famiglia; ben poco rassomiglia
alle nostre famiglie: un bambino che è la presenza di Dio,
un padre e una madre coinvolti in un Mistero inaudito,
senza confini.
Possono davvero dirci qualcosa? Credo proprio di sì.
Non solo: credo che in questi tempi dobbiamo avere
il coraggio di parlare di più e meglio della famiglia,
delle nostre famiglie.
La famiglia è in crisi, ci dicono i media.
Ma senza scomodarli, ci rendiamo conto che qualcosa
non funziona nella nostra società: sempre di più sono
le coppie che si sfasciano, che non credono più nella
possibilità di un rapporto duraturo.
Il fatto che la famiglia sia in crisi, o, meglio, che la coppia
lo sia, è anzitutto un problema umano.
Quanta sofferenza e disillusione vediamo negli occhi
di chi cerca una certezza affettiva!
Dobbiamo concludere anche noi che è impossibile amarsi?
Che è finito il tempo dell'illusione?
Non è un problema da poco: se veramente è impossibile
parlare di progetto, di fedeltà, di continuità, allora la
famiglia è morta.
Allora dobbiamo parlare di famiglia in maniera allargata, diversa.
Eppure questa festa, amici, ci ricorda il sogno che Dio ha
sulla coppia.
Amarsi è possibile; restare fedeli è possibile; crescere in un
progetto è possibile.
Dio ci ha piantato nel cuore, quando ci ha creati, questa
nostalgia per la comunione.
Non siamo stati creati a immagine e somiglianza del Dio
che è Comunione Trinitaria?
Giuseppe e Maria, allora, nel loro amore pieno di tenerezza e
di fatica, ci dicono che Dio ha scelto di nascere in una famiglia,
di far parte delle dinamiche famigliari, di vivere le fatiche del
rapporto di coppia.
Che bello questo!
Questi sposi che, clandestini, devono fuggire in un paese
straniero sono l'immagine delle tante difficoltà di lavoro, di
bilancio, di casa che le nostre famiglie spesso devono affrontare..!
Vorrei allora sottolineare due caratteristiche di questa famiglia
che assomiglia alle nostre famiglie.
Anzitutto: Nazareth ci ricorda come sia indispensabile mettere
al centro il Progetto di Dio.
Una famiglia che non si interroga sulla presenza di Dio, che
non attinge da lui l'amore di cui ha bisogno, che non sa alzarsi
al di sopra dell'emozione per vedersi ed accettarsi con un altro
sguardo, corre il rischio di scivolare nel sentimentalismo.
Altro è l'innamoramento, altro il desiderio che si costruisce
di crescere insieme nel Progetto di Dio.
La seconda annotazione riguarda proprio questo
Dio-Bambino che sgambetta per casa.
Ci accorgiamo che Dio chiede ospitalità nella nostra
quotidianità?
Che è presente nei nostri luoghi di lavoro?
Che siamo chiamati a riconoscerlo nello sguardo del
nostro fratello?
Un'ultima parola a chi, tra noi, vive un'esperienza dolorosa
di famiglia: a chi è separato, a chi è figlio di persone divise,
a chi ha accanto l'uomo o la donna sbagliati.
Nella sofferenza che purifica, possiamo crescere nella
tenerezza e nell'accoglienza dei fratelli, possiamo trovare
il Progetto a cui continuamente Dio ci chiama.
Egli è fedele!
Non c'è sofferenza o fragilità che possano ostacolare la grazia
di Dio e fare della morte interiore un'apertura alla vita vera.
Guardiamo a Nazareth, allora.
Dobbiamo oggi, con l'aiuto di Dio, riscoprire un nuovo
modo di essere famiglia, nell'autenticità, nella fede,
nel cammino reciproco.
Maria e Giuseppe ci aiutino veramente ad avere il
coraggio di riscoprirci famiglia!
Santa festa della Famiglia, Fausto.


giovedì 25 dicembre 2014

Messaggio a Marija

Messaggio della Madonna a Marija
del 25 Dicembre 2014.
Cari figli! Anche oggi vi porto tra le braccia
mio Figlio Gesù e cerco da Lui la pace per
voi e la pace tra di voi.
Pregate e adorate mio Figlio perché nei vostri
cuori entri la sua pace e la sua gioia.
Prego per voi perché siate sempre più
aperti alla preghiera.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata

Messaggio straordinario a Jakov

Ecco il messaggio dato dalla Madonna
oggi a Jakov..a Medjugorje..
Lui ha le apparizioni una volta sola
all'anno il giorno di Natale.
Cari figli, oggi in questo giorno di grazia vorrei
che i vostri cuori diventino come una piccola Betlemme,
nella quale è nato il Salvatore del mondo.
Io sono la vostra Madre, che vi ama con amore immenso
e si preoccupa per voi, perció figli miei abbandonatevi alla
Madre così che posso presentare i vostri cuori e le vostre
vita davanti al piccolo Gesù, perchè solo così figli miei i
vostri cuori saranno la testimonianza di Dio in voi.
Permettete a Dio di illuminare le vostre vite con la luce
e i vostri cuori con la gioia per poter illuminare ogni giorno
la via, e di essere esempio di vera gioia per gli altri, per
coloro che vivono nel buio e non sono aperti a Dio e alle
sue grazie. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.


mercoledì 24 dicembre 2014

Siamo a Natale

Amici, voglio parlarvi del falso e del vero Natale.
Il ricco Epulone e Lazzaro.
Dal Vangelo secondo Luca (16, 19-31)
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo
ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni
banchettava lautamente.
Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta,
coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che
cadeva dalla mensa del ricco.
Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel
seno di Abramo.
Morì anche il ricco e fu sepolto.
Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide
di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui.
Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e
manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e
bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi
beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora
invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti.
Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro
che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì
si può attraversare fino a noi.
E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa
di mio padre, perché ho cinque fratelli.
Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in
questo luogo di tormento.
Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.
E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da
loro, si ravvederanno.
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche
se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi» .
Parola del Signore.
Tranquilli amici, non ho perso la testa, lo so che storcerete il naso,
perché questo Vangelo non riguarda il Natale, certo che lo so,
ma siccome che, tante persone mi chiedono se Dio è giusto, in
quanto ci sono un certo numero di persone che soffrono, ed invece
ci sono persone che stanno benissimo, anzi si divertono a far stare
male il prossimo, vediamo cosa sta succedendo in Italia, scandali
a non finire, famiglie strangolate dalle tasse, le aziende pure,
i pensionati; non quelli con le pensioni d’oro, sia inteso, ma quelli
che non ce la fanno ad arrivare a metà mese, dopo aver lavorato
per più di quarant’anni.
Invece i nostri governanti, si danno alla bella vita, abbiamo visto
in questi giorni le feste nei palazzi che contano a Roma per gli
auguri di Natale, non hanno badato a spese, mi fermo qui per
non essere patetico o frainteso.
Allora, cosa centra questa parabola; centra, centra.
Il ricco epulone, possiamo paragonarlo ai vari; Napolitano, Renzi,
Grasso, Boldrini, Alfano, Marino, Buzzi, Carminati e Guarnera,
solo per citare i più in vista.
Questi signori sono i parenti stretti del ricco epulone di allora.
Pensate che a loro interessi qualcosa dei vari Lazzaro di adesso,
che vedono il natale come un pugno nell’occhio, capiamoci; non il
vero Natale, per carità.
Ma il natale taroccato che festeggiano i personaggi delle
nostre istituzioni.
Il quadro è quello della parabola.
Loro le feste dorate in allegria, sotto forma di feste
benefiche, noi fuori a cercare qualche briciola che
cada dalle loro sontuose tavole.
Mi direte, cosa centra tutto questo con il Natale vero.
Centra perché in tanti mi hanno chiesto dov’è la misericordia
di Dio, visto che spesso ne parlo e mi reco al Santuario
dell’Amore Misericordioso.
È vero, Dio è misericordioso e pieno d’amore con tutti, ci
mancherebbe, Lui perdona anche dopo una vita dissennata,
siamo tutti figli suoi.
Ma c’è un però, che è quello più importante.
Vediamo cosa ha fatto il ricco epulone con Lazzaro, poi li vediamo
dopo la loro morte, uno in Paradiso e uno all’inferno tra i tormenti.
Abbiamo letto le risposte di Abramo, quello che riceviamo qui
sulla terra è abbastanza ed avanza, allora il ricco chiede ad
Abramo di mandare Lazzaro sulla terra ad avvisare i suoi fratelli,
Abramo gli risponde che non servirebbe a niente, hanno gli
insegnamenti, ma non li osservano, perciò si arrangino.
Perciò, Dio è pieno di misericordia, ma siamo noi che non la
riconosciamo, per questo quando sarà il momento, c’è l’inferno.
Morale; la misericordia di Dio c’è, ma per ottenerla bisogna
riconoscerla se vogliamo salvarci.
E non è una cosa facile.
Pensate che i personaggi delle nostre istituzioni la riconoscano,
dopo una vita di interessi per riempirsi le tasche, fregandosene
di noi che stiamo soffrendo?
No amici, non ci riusciranno.
Loro da tanto tempo hanno già chiuso le paratie uditive, per
non sentire i nostri lamenti, pensate se riescono a sentire Dio
che raccomanda loro di occuparsi dei poveri.
No amici, non lo sentiranno.
È inutile che vadano a Messa magari la notte di Natale,
non gli serve a niente, vanno a prendere in giro quel
Bambino Gesù che viene ad ammonirli.
Pensiamo a quella famosa notte, quanti ricchi e potenti
aspettavano la venuta del Messia, tanti, c’è stato qualcuno
che si è mosso per andare a vedere cosa è successo?
No amici, nessuno.
Gli unici che si sono mossi sono stati gli ultimi, i miseri,
i sofferenti, i dimenticati dal governo di allora e di adesso,
perciò Gesù Cristo è venuto per noi; noi dimenticati
dalle istituzioni!
Perché?
Perché l’abbiamo riconosciuto, i nostri politici difficilmente lo
riconoscono, e difficilmente andranno a vederlo dalla paura
di essere presi a calci in diretta TV.
Tranquilli amici, Dio premia gli umili e fa cadere i potenti
dai troni, è solo questione di tempo.
Gesù Cristo non nasce in Parlamento; ma in una stalla!
Perciò, a tutti quelli, amici e non, che festeggiano il vero Natale,
a quelli che come me si dirigono alla stalla per vedere il
Neonato Gesù; Buon Natale con tanto affetto da Fausto.