lunedì 15 luglio 2019

Ne hanno scoperte ancora delle belve maiale e maiali nel caos dei servizi sociali Emiliani.


Affidi illeciti a Reggio Emilia, ecco tutti i nomi degli indagati
In totale sono 27: ci sono anche l’avvocato Marco Scarpati e il
direttore dell’Ausl Fausto Nicolini
Ultimo aggiornamento il 28 giugno 2019 alle 16:22
Commento Sistema infetto-di Beppe Boni
Bufera sui servizi sociali, arrestato il sindaco di Bibbiano
Servizi sociali e affidamenti illeciti
Articolo Sedici misure cautelari. "Lavaggio del cervello ai bimbi"
Bambini strappati alle loro famiglie ricorrendo a sofisticati e illeciti escamotage
messi in atto da operatori dei servizi sociali.
Come relazioni stese ad hoc per fare apparire i genitori inadeguati e inviate poi
al tribunale che così ordinava di affidare i figli a un’altra coppia.
Oppure il caso di un disegno di una bambina modificato da una psicologa, con
l’aggiunta di un particolare che faceva ritenere la piccola vittima di un abuso
sessuale in famiglia.
E una macchina a impulsi elettro magnetici, prodotta negli Usa e assente in
Europa, che veniva applicato alla testa dei bambini con il pretesto di far ricordare
loro presunte violenze subite.
Dietro, un business illecito, che sarebbe ammontato a centinaia di migliaia di euro.
Questi e altri metodi sarebbero stati usati, secondo gli inquirenti, per allontanare
i bambini dai genitori, darli in affido alle famiglie–che vengono retribuite–e poi
sottoporli a un circuito di cure private a pagamento del centro studi
piemontese ‘Hansel e Gretel’.
Aggiornamento Il procuratore: "L'inchiesta non è finita".
Servizi sociali e affidamenti illeciti, 16 misure cautelari nel Reggiano.
Tutti gli indagati
L'inchiesta 'Angeli e demoni’ vede indagate 27 persone.
Tra queste, sei sono ai domiciliari: Andrea Carletti (sindaco di Bibbiano);
Federica Anghinolfi di Montecchio (dirigente servizi sociali Val d’Enza);
Nadia Bolognini, di Torino, (psicoterapeuta); Marietta Veltri, di Quattro Castella
(coordinatrice servizi sociali Val d’Enza); Francesco Monopoli, di Correggio
(assistente sociale Val d’Enza) e Claudio Foti (psicoterapeuta ‘Hansel e Gretel’).
Per Anghinolfi e Monopoli è scattato anche il divieto di esercitare
l’attività per sei mesi.
Sei mesi di stop anche per Imelda Bonaretti di Sant’Ilario e Matteo Mossini,
residente a Parma, psicologi dell’Ausl di Reggio.
Stessa misura per Nadia Campani di Quattro Castella (responsabile ufficio di
piano Unione Val d’Enza); Barbara Canei di Reggio (servizio sociale Unione
Val d’Enza); Sara Gibertini di Bibbiano (assistente sociale Unione Val d’Enza);
Cinzia Magnarelli di San Polo (assistente sociale Unione Val d’Enza);
Maria Vittoria Masdea di Parma (educatrice); Annalisa Scalabrini di Casalgrande
(assistente sociale Unione Val d’Enza) e Sarah Testa di Torino
(psicoterapeuta ‘Hansel e Gretel’).
Divieto di avvicinamento a un minore loro affidato per Fadia Bassmaji e
Daniela Bedogni di Reggio.
Indagati a piede libero Federica Alfieri di Parma (psicologa Ausl); Beatrice Benati
di Correggio (assistente sociale Val d’Enza); Federica Gazzotti di Correggio
(addetta stampa Ausl); Katia Guidetti di Quattro Castella (educatrice),
Fausto Nicolini di San Martino (direttore Ausl); Cinzia Prudente di Montecchio;
Marco Scarpati (avvocato), Valentina Ucchino di Reggio (neuropsichiatra infantile
Ausl Montecchio); Flaviana Murru di Parma (neuropsichiatra Ausl Montecchio).
E non è finita, quanti maiali schifosi scopriranno ancora?
Speriamo tanti così liberiamo l’Italia dalla sporcizia.

venerdì 12 luglio 2019

Perchè è già calato il silenzio sui fatti di Bibbiano RE, dove venivano sottratti i bambini alle loro famiglie falsificando le carte, non si può stare zitti su un fatto del genere, perchè vuol dire essere complici.


CALA IL SILENZIO SULLO SCANDALO AFFIDI DI REGGIO EMILIA.
Anzi, è già calato purtroppo.
Il motivo? Semplice... non si vuole chiamare per nome il sistema (che oggi
comanda) per cui ogni desiderio è un diritto e un bambino non è che un mezzo
per soddisfare quel desiderio.
di Raffaella Frullone
Lo scandalo di Reggio Emilia sembra scomparso dai quotidiani così come dalle
scalette dei telegiornali.
Eppure l'inchiesta, non a caso denominata "Angeli e Demoni", parla di bambini
allontanati in modo illegittimo dalle loro famiglie, di pressioni psicologiche per
generare in loro falsi ricordi, abusi in famiglia mai avvenuti, minori strappati al
nucleo di origine per essere affidati ad amici, conoscenti o ex amanti degli
operatori dei servizi sociali-tra cui titolari di sexy shop e una coppia di donne
omosessuali-e poi ancora violenze sessuali in due casi da parte del nucleo
affidatario, truffe, raggiri.
Sono coinvolti a vario titolo medici, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti,
operatori di case famiglia, la Onlus di Moncalieri Hansel & Gretel e anche il
sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, del Pd, in provincia di Reggio Emilia.
In soldoni esistono nel nostro Paese dei genitori che si sono visti strappare i
figli da un giorno all'altro senza più avere la possibilità di vederli e ora scoprono
che, oltre all'atrocità dell'allontanamento illegittimo, questi bambini hanno subito
violenze da parte di chi si era arrogato il diritto di prendersene cura.
NOTIZIA SPARITA DAI TG
La vicenda è così agghiacciante e sfaccettata che si potrebbe scriverne per giorni,
settimane, come è accaduto per altri fatti similari come il caso di Rignano Flaminio
o dell'asilo nido "Cip e Ciop" di Pistoia.
Eppure domenica, soltanto tre giorni dopo l'emersione dello scandalo, per i
quotidiani italiani e i Tg le principali notizie sono state: gli sviluppi dello sbarco
della Sea Watch e della capitana Carola, i trecentomila, secondo gli organizzatori,
partecipanti del Gay Pride di Milano e le imperdibili vicende dell'orso M49, per
evitare la cui cattura si è mobilitato anche il ministro dell'ambiente, Sergio Costa.
Poche le eccezioni a questo silenzio.
Non è andata meglio ieri, quando sui giornali è stata ancora la capitana Carola a
farla da padrone, e ai fatti di Reggio in pochissimi hanno dato spazio. Come mai?
Eppure, quando si parla di violenza sui bambini paiono in genere così attenti,
presenti, pronti.
La ragione sta forse nel fatto che qui c'è in gioco qualcosa di più.
Perché non si può ridurre la vicenda alla figura, pur criminale se le accuse
verranno confermate, della dirigente del Servizio di assistenza sociale dell'Unione
Comuni Val D'Enza, omosessuale e già legata ad alcune donne a cui aveva
affidato minorenni.
Federica Anghinolfi, secondo il giudice per la «sua stessa condizione personale»
e per le «sue profonde convinzioni», è stata «portata a sostenere con erinnica
perseveranza la "causa" dell'abuso da dimostrarsi "ad ogni costo"».
Non siamo qui in presenza di uno o più  "mostri" che agiscono per vantaggi di tipo
economico e non solo, ma di un vero e proprio sistema ideologico che reifica il bambino.
STESSA LOGICA: OGNI DESIDERIO È UN DIRITTO
È la stessa logica della fecondazione artificiale e dell'utero in affitto, per cui
qualcuno arriva a rivendicare il "diritto al figlio", è la logica della cosiddetta
educazione sessuale nelle scuole, che pretende di far diventare normale la
sessualizzazione precoce dei bambini (se l'amore è amore, perché l'età dovrebbe
essere un ostacolo?), è la logica di chi considera legittimo "terminare" una vita
perché imperfetta, o indegna, attraverso l'aborto o l'eutanasia infantile.
Ecco perché lo scandalo di Reggio Emilia sta uscendo di scena in sordina, perché
guardarlo in faccia significherebbe chiamare per nome quel sistema che oggi
comanda, per cui ogni desiderio è un diritto e un bambino non è che un mezzo
per soddisfare quel desiderio, di cui i media mainstream-proprio quelli che ora
tacciono-fanno da cassa di risonanza.
Qualcuno diceva: «[...] molto meglio che gli venga messa al collo una macina
da mulino e sia gettato nel mare».
Nel servizio del TG2 del 28 giugno con una interessante intervista di un ex
magistrato del tribunale dei minori di Bologna dimessosi appunto per evitare
di farsi complice di sospette pratiche di affido.
Perché allora; se anche un magistrato ha ammesso il sistema criminale in cui
operavano i maiali di Bibbiano e i loro complici sono chi ai domiciliari e chi
ancora liberi?
E perché giornali e TV di stato sono zitti?
È ora di finirla e i maiali di turno devono essere messi nei recinti, cioè,
in galera a vita.

giovedì 4 luglio 2019

Ed eccovi il sistema che usavano a Bibbiano, inutile che il PD si arrabbi, quelli che hanno creato questo sistema sono personaggi legati al loro partito.


L'ASSISTENTE SOCIALE LGBT TOGLIE I FIGLI PER DARLI A DUE LESBICHE.
ALMENO ADESSO TUTTI CAPIRANNO LA PERICOLOSITA' DELLA LOBBY GAY
Gli arresti a Reggio Emilia fanno emergere storie raccapriccianti, come quella
di Silvia, tolta ai genitori per abusi inventati dalle assistenti sociali e affidata
a due lesbiche militanti (che l'hanno pure maltrattata)
di Andrea Zambrano
È la famiglia la grande nemica della maxi inchiesta "Angeli e demoni" con la
quale la procura di Reggio Emilia ha spiccato 6 ordini di arresto e posto sotto
indagine 17 persone.
Sono tutti accusati di reati pesantissimi che vanno dai maltrattamenti alle lesioni
fino a reati amministrativi come abuso d'ufficio assistenti sociali, psicologi e
medici tutti gravitanti attorno al centro La Cura di Bibbiano, una delle strutture
considerate più all'avanguardia della Regione nella gestione degli affidi
famigliari su bambini vittime di abusi o tolti alla famiglia d'origine per le più
svariate criticità.
Anche il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti è finito ai domiciliari per
quello che il sistema mediatico ha già ribattezzato come un pesante macigno
sul sistema del welfare "rosso" un tempo fiore all'occhiello della Regione.
Tra le carte della corposa ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari
Luca Ramponi figura un sistema in cui i servizi sociali, insieme a una Onlus di
Moncalieri, la Hansel & Gretel, cercavano di dimostrare nei procedimenti
giudiziari che i minori erano stati oggetto di violenze da parte dei genitori e per
farlo si era disposti anche a utilizzare strumenti di tortura come una macchinetta
a impulsi chiamata dagli psicologi "la macchina dei ricordi".
Violenze che però non hanno mai avuto alcun riscontro fattuale.
I giornali stanno raccontando con dovizia di particolari gli episodi, che mostrano
come i minori, quasi tutti provenienti da contesti famigliari critici, fossero
sostanzialmente indotti con metodi illegali ad ammettere casi di violenze famigliari
per poi giustificare gli affidi famigliari a persone vicine ai dirigenti dei servizi sociali.
Un meccanismo che-se venisse confermato l'impianto probatorio-ci rimanderebbe
ai figli sottratti dai colonnelli argentini ai genitori torturati nel Garage Olimpo o
che, per stare più vicini, ricorda la tragica vicenda della Bassa modenese in cui 16
bambini furono allontanati per sempre dalle famiglie d'origine per accuse mai
dimostrate e rivelatesi false.
TOGLIERE BAMBINI A MAMMA E PAPÀ
Leggendo le carte del giudice però, a fronte della mole di materiale raccolto
dagli inquirenti, potrebbe sfuggire un filo conduttore che accomuna queste
terribili storie.
E che il giudice mette nero su bianco a pagina 253 della sua ordinanza: «Costruire
un'avversione psicologica dei minori per la famiglia di origine».
Togliere bambini a mamma e papà con una facilità estrema, a volte sulla base
solo di sospetti e fare di loro ciò che un ente superiore, lo Stato, decide.
Per capire l'inchiesta di Reggio Emilia, bisogna accettare di scendere nei
bassifondi di questo folle pregiudizio che porta a cosificare il bambino facendolo
un oggetto di interessi superiori.
Un pregiudizio, quello antifamilista, che investe il ruolo dei genitori, soprattutto
maschi, da colpire con ogni mezzo e con ogni scusa, umiliando la loro libertà
e amplificando le criticità che ogni famiglia presenta, ma che non sempre
deve per forza essere indice di patologia.
I punti focali di questo pregiudizio, che proietta alla lunga l'ingombrante e
inquietante immagine di uno Stato, qui rappresentato dai servizi sociali di un
Comune, che si prende i bambini, li fagocita in un sistema perverso di dominio
e di controllo, è rappresentato dai metodi della Onlus Hansel & Gretel, i cui
psicologi «gli assistenti sociali erano convinti che fossero i migliori cui rivolgersi
per ottenere il risultato da loro agognato dell'emersione, a tutela dei minori,
del ricordo dell'abuso della cui sussistenza erano fermamente convinti».
Peccato però che a fronte di questo sforzo non ci fossero abusi da far emergere.
E i servizi sociali di Bibbiano sono così il principale problema di questa storia.
E soprattutto la dirigente del servizio finita agli arresti domiciliari,
Federica Anghinolfi, perché-come spiegato ieri ai cronisti dal procuratore
capo Marco Mescolini-sussistono i requisiti di inquinamento delle prove e di
reiterazione del reato.
Il giudice stesso conferma di ritenerla «il deus ex machina della gestione dei
presunti abusi».
Lei che si dimostra avversa al contesto famigliare in virtù-dice il giudice-anche
delle sue «profonde convinzioni e condizioni personali a sostenere con erinnica
perseveranza la causa dell'abuso da dimostrarsi ad ogni costo».
Da che cosa deriva questa testardaggine?
Ad esempio dalla sua carenza di equilibrio nel definire le figure maschili in
famiglia dei «predatori maschi» e perché lo stesso fondatore della Hansel & Gretel,
anch'egli finito ai domiciliari è stato in passato il suo terapeuta.
La donna infatti-e leggendo le carte questo emerge chiaramente-appartiene per
ragioni ideologiche ad un contesto che punta alla demolizione della famiglia
come è appunto l'universo Lgbt.
LA STORIA DI SILVIA
È lo stesso giudice a rimarcarlo quando dà conto di uno dei sei casi passati al
vaglio degli inquirenti.
Quello di Silvia (nome di fantasia), una bambina di 11 anni con crisi epilettiche
data in affidamento ad una coppia di donne omosessuali unite civilmente da un anno.
Due donne-una delle quale legata sentimentalmente in passato alla dirigente dei
servizi sociali Anghinolfi-che prendono una bambina su cui ci sono dei sospetti
mai dimostrati di abuso o maltrattamenti.
Ebbene: alla fine è Silvia che viene maltrattata dalle donne, una delle quali
presenta squilibri mentali evidenti.
«La bambina viene fatta oggetto di vessazioni psicologiche del tutto gratuite
e nemmeno correlate a comportamenti indisciplinati della stessa, ma esclusivamente
condizionati dall'esigenza di denigrare i genitori naturali ovvero dall'utilizzo
della piccola come bersaglio di sfoghi o di rabbia dell'una o dell'altra affidataria».
Insomma: la bambina viene allontanata dai genitori sulla base di presunti indizi
di abusi, viene data in affido a una coppia di donne omosessuali, legate alla
dirigente dei servizi, e viene-stavolta davvero-maltrattata dagli affidatari e fatta
oggetto di utilizzo di elettrodi durante le seduta con la psicologa del centro
Hansel & Gretel affinché riacquisti la memoria sugli abusi.
Abusi di cui non ci sarà mai traccia né prova.
Viene inoltre rimarcato che le donne affidatarie hanno in comune con la dirigente
del servizio «gli incentivi all'affidamento di bambini a coppie omosessuali
nell'ambito del noto movimento Lgbt».
In poche parole: le protagoniste di questa storia sono attiviste del movimento Lgbt
che si battono per l'adozione-e l'affido-dei bambini alle coppie omosessuali.
Un tema di stretta attualità e che è oggetto di vibrate critiche da parte del mondo
psicologico e pedagogico.
Ebbene: a Bibbiano e senza tanti problemi questo avveniva con il consenso del Comune.
E, come abbiamo visto, avveniva con questi risultati.
Un elemento in più per rimarcare che un minore non può crescere in un
contesto famigliare con due omosessuali.
«Le due donne-scrive-attivissime nel campo della tutela dei diritti della
comunità lesbica hanno condizionato la minore nell'imporre di non portare
capelli sciolti ispirate ovviamente dal proprio orientamento sessuale».
D'altra parte la Anghinolfi della sua attività di militante Lgbt, anche in chiave
di affido famigliare, non faceva mistero.
Internet conserva ancora diversi suoi interventi pubblici (convegni, interviste,
manifestazioni) proprio a favore della genitorialità gay.
Il punto è perché un Comune si fidi a tal punto di una donna così militante da
affidarle un servizio così centrale e delicato ed è su questo che il Pd è chiamato
a dare risposte, vista la fiducia concessa a paladini di cause, la genitorialità gay,
che è bene tenere lontano dai bambini.  
Lo Stato onnipotente che prende i figli fragili o impotenti per farne cosa sua.
Abbiamo visto questa ideologia totalitaria all'opera su altri casi legati all'educazione
sessuale a scuola o alla precocità sessuale in ambito infantile.
Ma anche con i tanti casi di bambini disabili-vedi Alfie Evans o Charlie Gard-in
cui doveva prevalere il loro best interest che non ha coinciso con il restare in vita.
L'inchiesta di Bibbiano apre uno squarcio inquietante anche su un altro modo di
appropriarsi dell'infanzia.
Col timbro dei servizi sociali e del "mitologico" welfare targato Emilia rossa.
Spiace dirlo, ma le cose di cui parla l'articolo non sono una novità per il mondo
degli assistenti sociali.

martedì 2 luglio 2019

Ecco i nomi dei maiali del sistema infetto dei servizi sociali e Ausl di Reggio Emilia dei bambini tolti alle loro famiglie, mi dispiace dirlo ma queste persone non sono persone umane, ma semplicemente dei maiali e come tali devono essere trattati se la legge Italiana è giusta.


Affidi illeciti a Reggio Emilia, ecco tutti i nomi degli indagati.
In totale sono 27: ci sono anche l’avvocato Marco Scarpati e il
direttore dell’Ausl Fausto Nicolini.
Video Bufera sui servizi sociali, arrestato il sindaco di Bibbiano
Servizi sociali e affidamenti illeciti
Articolo Sedici misure cautelari. "Lavaggio del cervello ai bimbi"
Reggio Emilia, 28 giugno 2019
Bambini strappati alle loro famiglie ricorrendo a sofisticati e illeciti escamotage
messi in atto da operatori dei servizi sociali.
Come relazioni stese ad hoc per fare apparire i genitori inadeguati e inviate poi
al tribunale che così ordinava di affidare i figli a un’altra coppia.
Oppure il caso di un disegno di una bambina modificato da una psicologa, con
l’aggiunta di un particolare che faceva ritenere la piccola vittima di un abuso
sessuale in famiglia.
Il commento Sistema infetto di Beppe Boni
E una macchina a impulsi elettro magnetici, prodotta negli Usa e assente in Europa,
che veniva applicato alla testa dei bambini con il pretesto di far ricordare loro
presunte violenze subite.
Dietro, un business illecito, che sarebbe ammontato a centinaia di migliaia di euro.
Questi e altri metodi sarebbero stati usati, secondo gli inquirenti, per allontanare
i bambini dai genitori, darli in affido alle famiglie–che vengono retribuite–e poi
sottoporli a un circuito di cure private a pagamento del centro studi
piemontese ‘Hansel e Gretel’.
Aggiornamento Il procuratore: "L'inchiesta non è finita".
Servizi sociali e affidamenti illeciti, 16 misure cautelari nel Reggiano.
Tutti gli indagati
L'inchiesta 'Angeli e demoni’ vede indagate 27 persone.
Tra queste, sei sono ai domiciliari: Andrea Carletti (sindaco di Bibbiano);
Federica Anghinolfi di Montecchio (dirigente servizi sociali Val d’Enza);
Nadia Bolognini, di Torino, (psicoterapeuta); Marietta Veltri, di Quattro
Castella (coordinatrice servizi sociali Val d’Enza); Francesco Monopoli,
di Correggio (assistente sociale Val d’Enza) e Claudio Foti (psicoterapeuta
‘Hansel e Gretel’).
Per Anghinolfi e Monopoli è scattato anche il divieto di esercitare l’attività
per sei mesi.
Sei mesi di stop anche per Imelda Bonaretti di Sant’Ilario e Matteo Mossini,
residente a Parma, psicologi dell’Ausl di Reggio.
Stessa misura per Nadia Campani di Quattro Castella (responsabile ufficio
di piano Unione Val d’Enza); Barbara Canei di Reggio (servizio sociale
Unione Val d’Enza); Sara Gibertini di Bibbiano (assistente sociale Unione
Val d’Enza); Cinzia Magnarelli di San Polo (assistente sociale Unione Val d’Enza);
Maria Vittoria Masdea di Parma (educatrice); Annalisa Scalabrini di Casalgrande
(assistente sociale Unione Val d’Enza) e Sarah Testa di Torino
(psicoterapeuta ‘Hansel e Gretel’).
Divieto di avvicinamento a un minore loro affidato per Fadia Bassmaji
e Daniela Bedogni di Reggio.
Indagati a piede libero Federica Alfieri di Parma (psicologa Ausl); Beatrice
Benati di Correggio (assistente sociale Val d’Enza); Federica Gazzotti di
Correggio (addetta stampa Ausl); Katia Guidetti di Quattro Castella (educatrice),
Fausto Nicolini di San Martino (direttore Ausl); Cinzia Prudente di Montecchio;
Marco Scarpati (avvocato), Valentina Ucchino di Reggio (neuropsichiatra
infantile Ausl Montecchio); Flaviana Murru di Parma (neuropsichiatra Ausl Montecchio).

Messaggio della Madonna a Mirjana.

Messaggio della Regina della Pace del 2 Luglio 2019 alla veggente Mirjana:
“Cari figli, secondo il volere del Padre misericordioso, vi ho dato ed ancora 
vi darò segni evidenti della mia presenza materna. 
Figli miei, essa è per il mio desiderio materno della guarigione delle anime. 
Essa è per il desiderio che ogni mio figlio abbia una fede autentica, che viva 
esperienze prodigiose bevendo alla sorgente della Parola di mio Figlio, 
della Parola di vita. 
Figli miei, col suo amore e sacrificio, mio Figlio ha portato nel mondo la luce 
della fede e vi ha mostrato la via della fede. 
Poiché, figli miei, la fede eleva il dolore e la sofferenza. La fede autentica rende 
la preghiera più sensibile, compie opere di misericordia: un dialogo, un’offerta. 
Quei miei figli che hanno fede, una fede autentica, sono felici nonostante tutto, 
perché vivono sulla terra l’inizio della felicità del Cielo. 
Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito a dare esempio di fede autentica, 
a portare la luce là dove c’è tenebra, a vivere mio Figlio. Figli miei, come Madre 
vi dico: non potete percorrere la via della fede e seguire mio Figlio senza i vostri pastori. 
Pregate che abbiano la forza e l’amore per guidarvi. 
Le vostre preghiere siano sempre con loro. Vi ringrazio!”

lunedì 24 giugno 2019

Una dedica all'Amore.


A VOLO D’ANGELO.
Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala
soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati, forse è
per questo che hai formato la famiglia composta da un uomo
e una donna, perché possano aiutarsi a volare assieme.
Ma a volte nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,
che Tu abbia un’ala soltanto, o l’altra la tieni nascosta; forse per
farmi capire che Tu non puoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita; perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con te.
Perché vivere non è “trascinare la vita”, “non è strappare la vita”,
“non è rosicchiare la vita”.
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano all’ebrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere
nel volo un partner come te!
Ma Tu o Signore, hai voluto mettermi accanto una moglie, e nel
giorno del giuramento del matrimonio ci dicesti guardandoci negli
occhi, aiutatevi a volare assieme per tutta la vita.
Ci saranno burrasche, ci saranno dolori, ci saranno sofferenze,
ci saranno incomprensioni, ma unendo le vostre ali riuscirete
a volare aiutandovi a vicenda.
Grazie Signore, ora capisco perché ci hai dato un’ala soltanto,
perché unendoci per poter volare dobbiamo guardarci negli                                                           
occhi e scambiarci tenerezza e amore per l’eternità.  

venerdì 21 giugno 2019

Pensiero sul corpo di Cristo e dell'uomo


“Questo è il mio corpo”, dice lei a lui e lui a lei.
E i loro corpi unendosi diventano fonte di gioia, di unione e di dono.
“Questo è il mio corpo”, dice lei a lui e lui a lei.
E i loro corpi sono il segno più grande del loro donarsi, del loro consegnarsi,
del loro fidarsi l’uno dell’altro, dell’essere veramente vulnerabili, esposti, nudi.
“Questo è il mio corpo”, si dicono gli amanti quando si vogliono conquistare,
sedurre, attirare e mettono in luce e in risalto il proprio corpo.
“Questo è il mio corpo”, dice la madre a suo figlio e gli fa spazio perché si
sviluppi e nasca nel suo ventre.
“Questo è il mio corpo”, dice la madre a suo figlio e il suo seno diventa
latte e nutrimento.
“Questo è il mio corpo”, dice l’uomo alla donna e la abbraccia con le sue mani
forti, per dirle che lì con lui non c’è motivo d’aver paura.
“Questo è il mio corpo”, dice il bambino malato che non si spiega perché il
suo corpo sia diverso da quello dei suoi compagni e perché così giovane
sia già malato.
“Questo è il mio corpo”, dice l’uomo disabile, un corpo fermo, paralizzato,
che non funziona, ma che è tutto quello che ha, perché è lui, il suo corpo.
“Questo è il mio corpo”, dice il vecchio che vede un corpo che non risponde
più ai suoi desideri; è lento, è malato, è acciaccato, e per fare quello che faceva
ieri, adesso gli serve il triplo del tempo.
“Questo è il mio corpo”, dicono la pioggia, il vento, la neve, il sole, il seme,
quando incontrano la terra e la nutrono e perdendosi la rendono vitale e viva.
“Questo è il mio corpo”, dice la persona che ad un certo punto smette di remare
contro Dio, e non sapendo dove Lui lo porterà si lascia trasportare, senza porre
resistenze, senza paura, perché Lui è davvero irresistibile.
E fa della sua vita e del suo corpo il corpo di Dio, dove Lui può agire e vivere.
“Questo è il mio corpo”, disse Gesù in quella notte, quando fece della sua vita,
del suo corpo, un dono per tutti noi.
“Questo è il mio corpo” dice il cristiano a Dio, è malato, sofferente e stanco,
ma te lo offro, così com’è, e Tu fanne quello che vuoi, perché, non è mai stato
mio, l’ho solo avuto in dono per accudirlo, non so se l’ho trattato bene, ma ci
ho messo tutta la mia buona volontà, Fausto.