domenica 24 gennaio 2016

A cosa serve il look? A niente.

Portinaia al cioccolato.
Questo episodio è avvenuto nella casa madrilena
di Vicàlvaro.
Speranza ci teneva alle scarpe lucide e a indossare con
cura l’abito religioso, il velo la pettina bianca ben inamidata,
che incorniciava il volto delle religiose claretiane.
Un giorno, però, le venne un dubbio: “Il Signore sarà
contento di questo o non sarà piuttosto una eccessiva
preoccupazione mia per l’estetica?”.
Andò a togliere i suoi dubbi dal direttore spirituale che
le domandò: “Ma non c’è una suora incaricata di stirare
tutti gli abiti e le pettine?”.
“Sì, padre, ma lo fa così male e con poco gusto…”.
Padre Antonio, apparentemente le diede ragione, ma
dopo aver consultato la superiora, le impose
un “esemplare” castigo pubblico.
“Guarda, sorella, per un mese farai tu la portinaia
del collegio.
Però devi presentarti con la pettina bianca sporca
di cioccolata.
Hai capito?”.
Io la sporcai un po’, ma lui, il giorno dopo, passando in
portineria mi vide e mi disse: “No, no; sporcala di più,
molto di più!”.
“Dovetti fare la portinaia un mese intero in quelle
pietose condizioni…”.
Concluse la narrazione di questo “esemplare fioretto”,
con un commento finale: “Così mi sono scomparse tutte
le voglie di perdere il tempo in una eccessiva cura
delle apparenze!”.
E noi che ci teniamo tanto al “look di facciata”.


giovedì 21 gennaio 2016

STORIA DEL POZZO DI MADRE SPERANZA E LE SUE OPERA A CURA DI BENFATTI BRUNO

Speciale MADRE SPERANZA - Parte I - I Luoghi

Il miracolo che ha reso beata Madre Speranza

Altri ricordi della Beata Madre Speranza

L’ombrello rotto e la suora matta.
Questo episodio risale al 1926, quando stava a Madrid.
La Madre lo ricordò alle sue figlie, un pomeriggio.
Entrò nella sala della Casa della Giovane dove le suore
erano intente nel lavoro di maglieria.
Come al solito, andava salutando, sorridendo, avvicinandosi
a una, a un’altra, poi: ”Ave Maria Purissima!
Su, figlie, rompere le file!”.
E divertendosi un mondo, cominciò a lanciare in aria
manciate di caramelle che estraeva dall’ampio grembiule.
Alle suore non sembrava vero.
Tutte scattanti cercavano di prenderle al volo, con abilità,
a volte urtando le “capocce”, o cadendo a terra per
raccogliere quelle cadute sul pavimento.
La Madre godeva vedendole.
L’ambiente vibrava di contagiosa e innocente allegria.
Quando il clima si calmò, suor Candida, volendo
approfittare del tempo della ricreazione, le propose:
“Madre, raccontaci la storia dell’ombrello rotto”.
Tutte le altre, in coro, concordarono all’istante e in un
attimo, si sedettero in cerchio facendo prigioniera la
Fondatrice che si vide obbligata ad arrendersi.
Cominciò così a narrare: <<Ero, allora, una giovane
suora claretiana e ricordo che un giorno, da Vicàlvaro,
venne la madre generale e mi disse: “Suor Speranza,
vada con questa sorella a San Carlos per accompagnarla
dal medico”. “Va bene”.
E siccome pioveva molto, mi diede il suo ombrello.
Quando mi resi conto che l’ombrello era tutto rotto,
le dissi: “Madre, devo andare con questo ombrello?”.
“Se ci sono venuta io, perché tu no?”.
Per evitare una figuraccia, girando per Madrid, preferii
bagnarmi tutta pur di non aprire quell’ombrello così malridotto.
Il giorno dopo venne Padre Antonio Naval, mio direttore
spirituale, e gli raccontai quanto mi era successo.
E lui commentò: “Le pare giusto?
Cosicchè lei si è fatta suora per non obbedire alla
sua superiora?”.
Dopo essersi allontanato, me lo vedo comparire da lì
a poco, con un enorme ombrellone a strisce rosse e verdi,
di quelli che i contadini aprono sopra il carro quando
vanno vendendo il vino.
Mi si avvicina e mi dice: “Speranza, il percorso che hai
fatto ieri con l’ombrello chiuso, lo devi ripetere oggi,
con questo, ma aperto!”.
“Ma con questo sole?”.
“Sì, sì, sorella!”.
“Ma non ho nemmeno la forza di sostenerlo…!”.
“Coraggio, il Signore, te la darà…”.
Figlie mie, dovetti percorrere le vie centrali della capitale,
in un giorno splendido di sole, con quell’ombrellone
aperto, così grande che per sostenerlo lo dovevo
stringere con tutte e due le mani.
La gente mi guardava con compassione, scuotendo il capo.
Deve aver pensato: “È una suora ancora giovane, ma,
purtroppo, non ci sta più con la testa; poveretta.
Lascio a voi immaginare la scena descritta, la forza
comica dell’artista, rivivendo “l’avventura” e le risate
incontenibili delle suore.




sabato 9 gennaio 2016

Ciao amici, da due mesi non scrivo, il motivo è semplice,
dal 3 di Novembre 2015 fino ad oggi siamo stati al
Santuario dell’Amore Misericordioso, bellissima esperienza,
dall’apertura della Porta Santa a tutte le festività passate
in un clima si pace e serenità, incontrando tante persone
nuove ed anche amici di vecchia data, poi una sorpresa
gradita, il 23 Dicembre sono venuti al Santuario mio figlio,
la sua compagna e mio nipote per farci gli Auguri, non è
poco, fare 430 Km per gli auguri, vuol dire che per loro
siamo ancora importanti, perciò li ringrazio ancora una
volta per il bellissimo gesto.
Ora riprendo a scrivere tutti i giorni il Vangelo per chi
si prende la briga di venirlo a leggere.
Ma anche se in ritardo vi faccio gli Auguri come ho fatto
a tutte quelle persone che avevo il numero del cellulare.

Per il Santo Natale: “Maria guarda Giuseppe e insieme
guardano Gesù e pensano; questo è nostro figlio.
È Dio e ci assomiglia.
Un Dio bambino che si fa prendere fra le
braccia e coprire di baci.
Un Dio caldo che sorride, respira, un Dio che
si può toccare e che fa tanta tenerezza.
Spero sia così anche per tutti voi, non solo nelle
famiglie con i figli, ma il Gesù bambino è anche
nel nostro compagno o compagna di vita o anche
in nostro marito o moglie, in ognuno di noi c’è un Gesù
bambino per chi ci sta accanto nella nostra esistenza.
Ecco il nostro augurio; un Santo Natale di amore,
serenità e pace, con affetto da Fausto e Bertilla.

Per Capodanno: “Pace, salute e serenità sono gli
ingredienti per far rifiorire l’amore; il tutto condito
con la tenerezza di Gesù; ecco il nostro augurio per
il Nuovo Anno, con affetto da Fausto e Bertilla.

lunedì 2 novembre 2015

Messaggio da Medjugorje del 2 Novembre 2015

Messaggio ricevuto da Mirjana il 2 Novembre 2015
Per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio.
Cari figli, desidero parlarvi di nuovo dell’amore.
Vi ho radunati intorno a me nel Nome di mio Figlio,
secondo la sua volontà.
Desidero che la vostra fede sia salda e provenga dall’amore,
perché quei miei figli che capiscono l’amore di mio Figlio
e lo seguono, vivono nell’amore e nella speranza.
Hanno conosciuto l’amore di Dio.
Perciò, figli miei, pregate, pregate per poter amare il più
possibile e compiere opere d’amore.
Perché la sola fede, senza amore e opere d’amore, non è
quello che vi chiedo.
Figli miei, quella è una parvenza di fede, è un lodare se stessi.
Mio Figlio chiede fede e opere, amore e bontà.
Io prego, ma chiedo anche a voi di pregare e vivere l’amore,
perché desidero che mio Figlio, quando guarderà i cuori di
tutti i miei figli, possa vedere in essi amore e bontà, non odio
ed indifferenza.
Figli miei, apostoli del mio amore, non perdete la speranza,
non perdete la forza: voi lo potete fare!
Io vi incoraggio e benedico, perché tutto ciò che è di questa
terra—che purtroppo molti miei figli mettono al primo
posto—scomparirà e resteranno solo l’amore e le opere d’amore,
che vi apriranno le porte del Regno dei Cieli.
Io vi attenderò presso quelle porte, presso quelle porte desidero
attendere ed abbracciare tutti i miei figli. Vi ringrazio!
La Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti portati.


lunedì 26 ottobre 2015

Messaggio del 25 Ottobre da Medjugorje

Messaggio del 25 ottobre 2015 della Madonna a Marija.

"Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi,
soprattutto per tutti coloro che sono diventati  duri di
cuore alla mia chiamata.
Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni
che Dio vi da attraverso la mia presenza.
Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete
l'esempio dei santi di questi  tempi e vedrete che la
santità è  realtà per tutti voi.
Figlioli, gioite nell'amore perché agli occhi di Dio siete
irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio
in questo mondo.
Testimoniate la pace, la preghiera e l'amore.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

venerdì 2 ottobre 2015

Messaggio del 2 Ottobre 2015.

Messaggio della Madonna a Mirlana da Medjugorje.
Cari figli, sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi,
per riempirvi con il mio amore, per invitarvi nuovamente
ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio.
Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace e
non hanno amore.
Loro cercano mio Figlio ma non sanno come e dove trovarLo.
Mio Figlio apre loro le Sue braccia e voi aiutateli affinché
vengano nelle Sue braccia.
Figli miei, per ciò dovete pregare per l’amore, dovete
pregare molto, molto per avere sempre più amore, perché
l’amore vince la morte e fa in modo che la vita duri.
Apostoli del mio amore, figli miei di cuore sincero e
semplice, unitevi sempre più nella preghiera.
Ma quanto siete lontani gli uni dagli altri!
Incoraggiate gli uni e gli altri nella crescita spirituale,
come anche io vi incoraggio. Io veglio su di voi e sono
accanto a voi ogni qual volta pensate a me.
Pregate per i vostri pastori, per coloro che hanno
rinunciato a tutto per mio Figlio.
Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta

le vostre preghiere. Vi ringrazio.”
La Madonna ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti portati.