mercoledì 8 febbraio 2017

A proposito dei clendestini

In un’interessante intervista concessa al britannico Telegraph, il presidente                       della Nigeria, Buhari, spiega come ad abbandonare il suo Paese siano in gran                                parte i criminali, e che non avrebbero alcun motivo di chiedere Asilo,                                             visto che in Nigeria non ci sono guerre.                                                                                           Parlando con il corrispondente Colin Freeman durante un viaggio a Londra,                                Buhari ha avvertito i suoi concittadini di “smettere di cercare Asilo politico all’estero”,             perché i nigeriani che “partecipano all’esodo di clandestini verso l’Europa, lo stanno                facendo solo per ragioni economiche, e non perché in pericolo”.                                                        Ha continuato dicendo che “a causa del numero di nigeriani detenuti per violazioni                      della legge in tutta Europa, è improbabile ottenere molta simpatia all’estero!”                          “Alcuni nigeriani affermano che è troppo difficile tornare a casa, ma hanno                                 anche reso difficile ad europei e americani accettarli, a causa del numero di                           nigeriani nelle prigioni di tutto il mondo accusati di traffico di droga o di traffico                             di esseri umani”, ha detto.                                                                                                                 “Non credo che i nigeriani abbiano motivo di lamentarsi.                                                            Possono rimanere a casa, dove sono richiesti i loro servizi per ricostruire il paese”.                        Una persona sensata dovrebbe capire che questa è la dimostrazione che da                             questi Paesi arriva da noi il peggio.


martedì 31 gennaio 2017

Le nostra foto a Medjugorje di Ottobre 2016

Eccovi amici come promesso e visto che non ne arrivano
altre, le foto scattate a Medjugorje in Ottobre 2016, se col
tempo ne arrivassero delle altre le metterò appena arrivano,
intanto vi comunico che ritorneremo a Medjugorje il 22 Maggio 2017,
appena avrò il deplian lo metterò sul Blog, per adesso vi
abbraccio tutti e vi saluto Fausto.













































giovedì 26 gennaio 2017

Messaggio del 25 Gennaio 2017 a Marija

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 25 gennaio 2017
Che bel messaggio ci dona oggi la Madonna di Medjugorje
attraverso la veggente Marja.
E' un messaggio quanto mai attuale, una mano tesa verso quei figli
storditi dal mondo di adesso, indecisi, tiepidi.
Il mondo attira e il pericolo più grande sono le menzogne di Satana.
Menzogne celate dietro le cose di questa terra, dietro i successi,
dietro il denaro, dietro il potere. 
Non cadiamo nel tranello!
Decidiamoci!
Chiediamo al Signore l'aiuto, la forza di lottare, di continuare
insistentemente nella preghiera, nell'impegno.
Di capire.
Chiediamo allo Spirito Santo di illuminarci: decidiamoci per
il bene e lasciamo perdere tutto il resto.
Verso la Verità.
IL MESSAGGIO. "Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace.
Pace nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo.
Satana è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su
tutto ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti
verso Dio e le cose di Dio.
Voi, figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo
e l'egoismo che il mondo vi offre.
Figlioli, decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo

per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


mercoledì 18 gennaio 2017

Intanto i terremotati sono al freddo

Mps, i grandi debitori: spuntano altri nomi.
Logicamente tutti ladri e delinquenti.
Per ora chi dovrebbe fare luce sui crediti facili concessi da Mps non
ha alcuna intenzione di svelare chi non ha restituito il dovuto
all’istituto senese, e continua a difendere la privacy dei bidonisti,
come ha fatto anche il nuovo amministratore delegato della banca,
Marco Morelli: «Non possiamo fare quei nomi, altrimenti rovineremmo
la loro reputazione».
Certo, i ladri ed i delinquenti vanno sempre difesi, ci mancherebbe.  
Di più: i vertici della banca hanno avvertito con una mail-circolare
anche i propri dirigenti e dipendenti: se uscirà qualcuno di quei nomi,
scatteranno inchieste interne e provvedimenti disciplinari.
Avete capito; chi parla e dice la verità, corre il rischio di essere denunciato.
Ma il pressing mediatico e politico-istituzionale per fare pubblicare
la lista di chi ha preso i soldi e non li ha restituiti è così alto e continuo
che difficilmente lo scudo di Morelli potrà resistere a lungo.
Anche perché se Mps si trova in queste condizioni e ancora una
volta bussa alla porta dello Stato chiedendo un salvataggio pagato
dai contribuenti, non poco è dovuto a quei 47 miliardi di sofferenze
lorde che si sono accumulate in modo esponenziale negli ultimi anni
proprio per il credito facile concesso a medie e piccole aziende.
Mentre il Monte si blinda, però qualche nome di quell’elenco Libero
è in grado di farlo, grazie alla consultazione dei bilanci di alcuni
clienti della banca senese e alle doverose comunicazioni alle autorità
di vigilanza fatte in questi anni quando si è trattato di ristrutturare la
posizione debitoria di alcuni di loro.
Si tratta sempre di imprese che non hanno restituito quello che avevano
ricevuto dalla banca, che in molti casi ha dovuto condonare parte del
debito e concedere nuove linee di credito nella speranza di non perdere
proprio tutto.
In altri casi ha escusso i pegni che aveva, non rientrando quasi mai
però dell’esposizione.
In altri ancora Mps è stata costretta a trasformare il credito vantato
in capitale azionario, concedendo poi nuova finanza a quella che era
divenuta una parte correlata e partecipando alla copertura annuale
delle perdite quando la situazione non si raddrizzava.
Casi simili, dunque, a due di quelli già emersi in questi giorni:
quello di Sorgenia, in cui Mps fu costretto ad entrare dopo avere dato
senza possibilità di riaverli indietro 650 milioni di euro al gruppo che
all’epoca era di Carlo De Benedetti, e quello del gruppo Marcegaglia
esposto per decine di milioni di euro con la Banca agricola mantovana,
controllata da Mps.
Nelle stesse condizioni si trovano altri rilevanti gruppi pubblici e privati.
Così in quell’elenco dei cattivi pagatori sono entrati una dopo l’altra
negli anni le più importanti cooperative rosse del mondo delle costruzioni,
(avete capito; cooperative rosse, cioè della sinistra che ci governa, ecco
perché hanno fatto presto ad emettere i salvabanche) e in qualche caso
anche nel settore del consumo.
Siccome non riuscivano a restituire più i soldi ricevuti essendo andato
in crisi (falsa) il loro mercato di riferimento, sia Mps che la omonima
Fondazione sono entrate nel capitale di società di quei gruppi, iniziando
una disavventura che di anno in anno è diventata più drammatica.
Uno dei casi più significativi è stato quello del gruppo Sansedoni Siena spa,
nato all’interno di Unieco e oggi proprio per i soldi non restituiti divenuto
parte correlata della banca senese.
Mps ha trasformato il credito vantato (25,9 milioni) nei confronti della
capogruppo nel 21,75% del capitale, e poi ha concesso altri prestiti.
Anche perché la stessa cosa è accaduta con società controllate a valle:
Marinella spa, che non era in grado di restituire 26,9 milioni.
Stessa situazione nei confronti di altre due controllate dirette o indirette
dalla Sansedoni Siena: la Sviluppo ed Interventi immobiliari spa e
la Beatrice srl in liquidazione, per cui è stato congelato un debito
di 48,4 milioni di euro.
L’esposizione complessiva del gruppo Sansedoni Siena nei confronti
di Mps ammontava a giugno 2016 a 104,7 milioni di euro.
Per restare ai difficili rapporti finanziari con il cliente Unieco, un altro
debito di 20 milioni è in ristrutturazione fra Mps e la società di
Reggio Emilia Le Robinie spa, che all’80% è controllata dalla coop
di costruzioni e dove il restante 20% è diventato di proprietà di Mps
proprio per la trasformazione dei crediti in azioni.
Altri 20 milioni di euro sono finiti nel calderone delle sofferenze
non più recuperabili e riguardavano una società senese, la New Colle Srl,
che è stata dichiarata fallita un anno fa dopo anni di tentativi di
ristrutturazione da parte del gruppo Mps, che avevano anche portato
a un ingresso nel capitale di Mps Capital services spa.
Cifre inferiori, pari a 11,3 milioni di euro riguardano invece il gruppo
Fenice della famiglia Fusi (quella della Baldini Tognozzi Pontello- Btp)
e soprattutto le relative controllate immobiliari Una spa (hotel),
Euro srl, Il Forte spa.
Anche in questo caso prima di cercare di ristrutturare il debito Mps ha
convertito parte dei prestiti non restituiti in quote di capitale, arrivando
al 20,54% della Fenice holding spa sia attraverso la banca capogruppo
(4,16%) che attraverso Mps Capital services (16,38%).
Altri problemi con i privati sono arrivati dall’antico rapporto con il
gruppo farmaceutico Menarini, ma in questo caso si è messa di mezzo
anche una indagine della magistratura con il sequestro di beni
e liquidità dell’azienda.
C'è poi il settore pubblico, che è una vera idrovora per Mps.
Le società regionali o le municipalizzate toscane si sono rivelate un
pozzo senza fondo, continuando a pompare risorse dalla banca, poi costretta
ad entrare nel loro capitale quando i soldi non venivano restituiti.
Così è accaduto con Fidi Toscana spa (27,46% del capitale in mano
 a Mps), per cui ancora il 31 agosto scorso è stato garantito un ulteriore
affidamento di 98 milioni di euro.
C’è una esposizione di poco inferiore ai 10 milioni di euro, già più volte
ristrutturata e allungata con la concessione di nuova finanza, con
le Terme di Chianciano, e analoghi problemi ci sono stati con l’Interporto
Toscano A. Vespucci spa, dove è stato convertito in azioni un credito
vantato e non pagato di 4,8 milioni di euro.
Per restare al settore pubblico una delle maggiori spine di Mps viene
dalla capitale: le municipalizzate del comune di Roma oggi guidato
da Virginia Raggi (che c’entra niente però con quei debiti).
Ci sono state rimodulazioni del debito con Acea e Metro C, ma i veri
problemi vengono dall’Atac, la società di trasporto locale della capitale.
Mps aveva partecipato con altre 3 banche a un finanziamento in pool
nel 2013 per più di 200 milioni di euro, che è poi è stato rischedulato
a 163 milioni di euro nell’autunno scorso, davanti alla evidente
impossibilità di Atac di ripagare il dovuto.
Il rischio per la banca senese in questo caso è intorno ai 30 milioni di euro.
Ma i casi qui citati sono solo una piccola punta di quell’iceberg che
sta per venire fuori.
Ma noi intanto dobbiamo tirare la cinghia, mentre i nostri politici
di sinistra si riempiono le tasche, e purtroppo ci sono ancora

persone che li votano, è strano il mondo.

sabato 31 dicembre 2016

Buon Anno

A tutti voi amici, l'augurio che voglio farvi è
molto semplice, come faceva Madre Speranza,
che il 2017 sia per voi un anno di Pace, serenità,
amore e gioia, con affetto dal Santuario dell'Amore
Misericordioso Fausto.

giovedì 29 dicembre 2016

Puntualizziamo su questo Vangelo

Il Vangelo del Giovedì 29 Dicembre 2016.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,3-11)
Dal Vangelo secondo Luca (2,22-35) anno A Ottava di Natale.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale,
secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino
[Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore–come è scritto
nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al
Signore»–e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due
giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto
e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo
era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto
la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi
portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva
a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio,
dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in
pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua
salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti
alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è
qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno
di contraddizione–e anche a te una spada trafiggerà l’anima-,
affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore.
l Vangelo ci presenta due anime sante che attendevano
con trepidazione l’arrivo del Messia e non si muovevano
dal Tempio perché lo Spirito aveva ispirato il suo arrivo.
Le cronache di questi giorni ci ripresentano vicende
ridicole di insegnanti italiani che in nome di un falso
dialogo, rifiutano Gesù Cristo e obbligano i giovani
studenti a non pronunciare il Nome di Gesù nelle canzoncine.
L’atteggiamento razzista al contrario è evidente
in questi insegnanti che devono conoscere il senso
della loro vita, e sono confusi.
Non sono solo atei o anticlericali, anche cristiani buonisti
e lontani da Dio si associano a questa ipocrita giustificazione.
In questi giorni una notizia ha soppiantato quelle che

già si ripetevano ogni anno.
Addirittura un parroco, quindi si presume un discepolo
di Gesù Cristo, ha dato sfoggio della sua fede,
manipolando la storia di Maria Santissima e San Giuseppe
e offendendo anche il Presepe.
Il parroco della Chiesa di Sant'Anna di Potenza, ha deciso
di “lastricare” il Presepe di buonismo filo islamico.
Nel Presepe ha messo un Giuseppe arabo e la Madonna
con il burqa, loro, gli islamici invece le statue delle Madonne
le distruggono, maquesta è un’altra cosa.
Parlare di irriverenza è riduttivo, bisogna comunque
notare che questa licenza sacrilega e interpretativa è resa
possibile da esempi che di fatto hanno equiparato
il Cristianesimo all’Islamismo.
Ma questa è una eresia.
Sono numerosi i vescovi e i parroci molto attivi
nell’aiutare gli immigrati, mentre ignorano
i poveri delle loro parrocchie.
Dov’è qui la carità e l’interesse per le anime?
Dagli ultimi dati sono 28 milioni gli italiani che stentano
ad arrivare a fine mese e 5 milioni sono poveri in canna.
Sono informazioni dell’altra settimana e questa situazione
lascia tranquilli i politici che ripetono sempre
la parola accoglienza.
Questo parroco afferma che l’Occidente ha distrutto
l’economia africana, arriva a individuare confusamente
nella religione “lo strumento di dialogo con le altre fedi
e con tutte le etnie distrutte o ridotte in miseria dall'egoismo
della società occidentale”.
Non sa che in Libia c’è benessere, almeno per il costo
della vita nella Nazione.
La Tunisia è quella più occidentale e quasi tutti gli
immigrati che arrivano in Italia, sono vestiti bene
e questo sicuramente ci fa piacere.
Non arrivano in Europa poveri privi di tutto, molti
testimoniano che nelle loro terre vivevano dignitosamente,
e decidono di partire per raggiungere uno stile di vita
occidentale e possibilmente benestante, perché
le porte sono aperte.
Se in Europa si vivesse come immaginano loro,
come lasciano credere i venditori di fumo, saremmo
tutti contenti per le ampie possibilità di lavoro per tutti.
Ma non è così.
Oggi il Vangelo ci invita a meditare l’impegno che
devono avere tutti i cristiani nel costruire un mondo
più giusto.
Anche il Cristianesimo vuole nel mondo un ordine
più giusto, più umano.
Noi cristiani abbiamo questa missione, è la stessa Parola
di Dio a spingerci nella diffusione dei valori, a parlare
della morale, a dare continui esempi di onestà.