In un’interessante intervista concessa
al britannico Telegraph, il presidente della Nigeria, Buhari, spiega come ad
abbandonare il suo Paese siano in gran parte i criminali, e che non avrebbero alcun
motivo di chiedere Asilo, visto che in Nigeria non ci sono guerre. Parlando con il corrispondente Colin
Freeman durante un viaggio a Londra, Buhari ha avvertito i suoi concittadini
di “smettere di cercare Asilo politico all’estero”, perché i nigeriani che
“partecipano all’esodo di clandestini verso l’Europa, lo stanno facendo solo per
ragioni economiche, e non perché in pericolo”. Ha continuato dicendo che “a causa del
numero di nigeriani detenuti per violazioni della legge in tutta Europa, è
improbabile ottenere molta simpatia all’estero!” “Alcuni nigeriani
affermano che è troppo difficile tornare a casa, ma hanno anche reso difficile
ad europei e americani accettarli, a causa del numero di nigeriani nelle
prigioni di tutto il mondo accusati di traffico di droga o di traffico di esseri
umani”, ha detto. “Non credo che i nigeriani abbiano
motivo di lamentarsi. Possono rimanere a casa, dove sono
richiesti i loro servizi per ricostruire il paese”. Una persona sensata dovrebbe capire che
questa è la dimostrazione che da questi Paesi arriva da noi il peggio.
mercoledì 8 febbraio 2017
martedì 31 gennaio 2017
Le nostra foto a Medjugorje di Ottobre 2016
Eccovi amici come promesso e visto che non ne arrivano
altre, le foto scattate a Medjugorje in Ottobre 2016, se col
tempo ne arrivassero delle altre le metterò appena arrivano,
intanto vi comunico che ritorneremo a Medjugorje il 22 Maggio 2017,
appena avrò il deplian lo metterò sul Blog, per adesso vi
abbraccio tutti e vi saluto Fausto.
altre, le foto scattate a Medjugorje in Ottobre 2016, se col
tempo ne arrivassero delle altre le metterò appena arrivano,
intanto vi comunico che ritorneremo a Medjugorje il 22 Maggio 2017,
appena avrò il deplian lo metterò sul Blog, per adesso vi
abbraccio tutti e vi saluto Fausto.
giovedì 26 gennaio 2017
Messaggio del 25 Gennaio 2017 a Marija
Messaggio della Madonna di
Medjugorje del 25 gennaio 2017
Che bel
messaggio ci dona oggi la Madonna di Medjugorje
attraverso la veggente
Marja.
E' un messaggio quanto
mai attuale, una mano tesa verso quei figli
storditi dal mondo di
adesso, indecisi, tiepidi.
Il mondo attira e il
pericolo più grande sono le menzogne di Satana.
Menzogne celate dietro le
cose di questa terra, dietro i successi,
dietro il
denaro, dietro il potere.
Non
cadiamo nel tranello!
Decidiamoci!
Chiediamo
al Signore l'aiuto, la forza di lottare, di continuare
insistentemente
nella preghiera, nell'impegno.
Di
capire.
Chiediamo
allo Spirito Santo di illuminarci: decidiamoci per
il
bene e lasciamo perdere tutto il resto.
Verso
la Verità.
IL MESSAGGIO. "Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace.
IL MESSAGGIO. "Cari figli! Oggi vi invito a pregare per la pace.
Pace
nei cuori umani, pace nelle famiglie e pace nel mondo.
Satana
è forte e vuole farvi rivoltare tutti contro Dio, riportarvi su
tutto
ciò che è umano e distruggere nei cuori tutti i sentimenti
verso
Dio e le cose di Dio.
Voi,
figlioli, pregate e lottate contro il materialismo, il modernismo
e
l'egoismo che il mondo vi offre.
Figlioli,
decidetevi per la santità ed io, con mio Figlio Gesù, intercedo
per
voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.
mercoledì 18 gennaio 2017
Intanto i terremotati sono al freddo
Mps, i grandi
debitori: spuntano altri nomi.
Logicamente tutti
ladri e delinquenti.
Per ora chi dovrebbe
fare luce sui crediti facili concessi da Mps non
ha alcuna intenzione
di svelare chi non ha restituito il dovuto
all’istituto senese, e
continua a difendere la privacy dei bidonisti,
come ha fatto anche il
nuovo amministratore delegato della banca,
Marco Morelli: «Non
possiamo fare quei nomi, altrimenti rovineremmo
la loro reputazione».
Certo, i ladri ed i
delinquenti vanno sempre difesi, ci mancherebbe.
Di più: i vertici
della banca hanno avvertito con una mail-circolare
anche i propri
dirigenti e dipendenti: se uscirà qualcuno di quei nomi,
scatteranno inchieste
interne e provvedimenti disciplinari.
Avete capito; chi
parla e dice la verità, corre il rischio di essere denunciato.
Ma il pressing mediatico
e politico-istituzionale per fare pubblicare
la lista di chi ha
preso i soldi e non li ha restituiti è così alto e continuo
che difficilmente lo
scudo di Morelli potrà resistere a lungo.
Anche perché se Mps si
trova in queste condizioni e ancora una
volta bussa alla porta
dello Stato chiedendo un salvataggio pagato
dai contribuenti, non
poco è dovuto a quei 47 miliardi di sofferenze
lorde che si sono
accumulate in modo esponenziale negli ultimi anni
proprio per il credito
facile concesso a medie e piccole aziende.
Mentre il Monte si
blinda, però qualche nome di quell’elenco Libero
è in grado di farlo,
grazie alla consultazione dei bilanci di alcuni
clienti della banca
senese e alle doverose comunicazioni alle autorità
di vigilanza fatte in
questi anni quando si è trattato di ristrutturare la
posizione debitoria di
alcuni di loro.
Si tratta sempre di
imprese che non hanno restituito quello che avevano
ricevuto dalla banca,
che in molti casi ha dovuto condonare parte del
debito e concedere
nuove linee di credito nella speranza di non perdere
proprio tutto.
In altri casi ha
escusso i pegni che aveva, non rientrando quasi mai
però dell’esposizione.
In altri ancora Mps è
stata costretta a trasformare il credito vantato
in capitale azionario,
concedendo poi nuova finanza a quella che era
divenuta una parte
correlata e partecipando alla copertura annuale
delle perdite quando
la situazione non si raddrizzava.
Casi simili, dunque, a
due di quelli già emersi in questi giorni:
quello di Sorgenia, in
cui Mps fu costretto ad entrare dopo avere dato
senza possibilità di
riaverli indietro 650 milioni di euro al gruppo che
all’epoca era di Carlo
De Benedetti, e quello del gruppo Marcegaglia
esposto per decine di
milioni di euro con la Banca agricola mantovana,
controllata da Mps.
Nelle stesse
condizioni si trovano altri rilevanti gruppi pubblici e privati.
Così in quell’elenco
dei cattivi pagatori sono entrati una dopo l’altra
negli anni le più
importanti cooperative rosse del mondo delle costruzioni,
(avete capito;
cooperative rosse, cioè della sinistra che ci governa, ecco
perché hanno fatto
presto ad emettere i salvabanche) e in qualche caso
anche nel settore del
consumo.
Siccome non riuscivano
a restituire più i soldi ricevuti essendo andato
in crisi (falsa) il
loro mercato di riferimento, sia Mps che la omonima
Fondazione sono
entrate nel capitale di società di quei gruppi, iniziando
una disavventura che
di anno in anno è diventata più drammatica.
Uno dei casi più
significativi è stato quello del gruppo Sansedoni Siena spa,
nato all’interno di
Unieco e oggi proprio per i soldi non restituiti divenuto
parte correlata della
banca senese.
Mps ha trasformato il
credito vantato (25,9 milioni) nei confronti della
capogruppo nel 21,75%
del capitale, e poi ha concesso altri prestiti.
Anche perché la stessa
cosa è accaduta con società controllate a valle:
Marinella spa, che non
era in grado di restituire 26,9 milioni.
Stessa situazione nei
confronti di altre due controllate dirette o indirette
dalla Sansedoni Siena:
la Sviluppo ed Interventi immobiliari spa e
la Beatrice srl in
liquidazione, per cui è stato congelato un debito
di 48,4 milioni di
euro.
L’esposizione
complessiva del gruppo Sansedoni Siena nei confronti
di Mps ammontava a
giugno 2016 a 104,7 milioni di euro.
Per restare ai
difficili rapporti finanziari con il cliente Unieco, un altro
debito di 20 milioni è
in ristrutturazione fra Mps e la società di
Reggio Emilia Le
Robinie spa, che all’80% è controllata dalla coop
di costruzioni e dove
il restante 20% è diventato di proprietà di Mps
proprio per la
trasformazione dei crediti in azioni.
Altri 20 milioni di
euro sono finiti nel calderone delle sofferenze
non più recuperabili e
riguardavano una società senese, la New Colle Srl,
che è stata dichiarata
fallita un anno fa dopo anni di tentativi di
ristrutturazione da
parte del gruppo Mps, che avevano anche portato
a un ingresso nel
capitale di Mps Capital services spa.
Cifre inferiori, pari
a 11,3 milioni di euro riguardano invece il gruppo
Fenice della famiglia
Fusi (quella della Baldini Tognozzi Pontello- Btp)
e soprattutto le
relative controllate immobiliari Una spa (hotel),
Euro srl, Il Forte
spa.
Anche in questo caso
prima di cercare di ristrutturare il debito Mps ha
convertito parte dei
prestiti non restituiti in quote di capitale, arrivando
al 20,54% della Fenice
holding spa sia attraverso la banca capogruppo
(4,16%) che attraverso
Mps Capital services (16,38%).
Altri problemi con i
privati sono arrivati dall’antico rapporto con il
gruppo farmaceutico
Menarini, ma in questo caso si è messa di mezzo
anche una indagine
della magistratura con il sequestro di beni
e liquidità
dell’azienda.
C'è poi il settore
pubblico, che è una vera idrovora per Mps.
Le società regionali o
le municipalizzate toscane si sono rivelate un
pozzo senza fondo,
continuando a pompare risorse dalla banca, poi costretta
ad entrare nel loro
capitale quando i soldi non venivano restituiti.
Così è accaduto con
Fidi Toscana spa (27,46% del capitale in mano
a Mps), per cui ancora il 31 agosto scorso è
stato garantito un ulteriore
affidamento di 98
milioni di euro.
C’è una esposizione di
poco inferiore ai 10 milioni di euro, già più volte
ristrutturata e
allungata con la concessione di nuova finanza, con
le Terme di
Chianciano, e analoghi problemi ci sono stati con l’Interporto
Toscano A. Vespucci
spa, dove è stato convertito in azioni un credito
vantato e non pagato
di 4,8 milioni di euro.
Per restare al settore
pubblico una delle maggiori spine di Mps viene
dalla capitale: le
municipalizzate del comune di Roma oggi guidato
da Virginia Raggi (che
c’entra niente però con quei debiti).
Ci sono state
rimodulazioni del debito con Acea e Metro C, ma i veri
problemi vengono
dall’Atac, la società di trasporto locale della capitale.
Mps aveva partecipato
con altre 3 banche a un finanziamento in pool
nel 2013 per più di
200 milioni di euro, che è poi è stato rischedulato
a 163 milioni di euro
nell’autunno scorso, davanti alla evidente
impossibilità di Atac
di ripagare il dovuto.
Il rischio per la
banca senese in questo caso è intorno ai 30 milioni di euro.
Ma i casi qui citati
sono solo una piccola punta di quell’iceberg che
sta per venire fuori.
Ma noi intanto
dobbiamo tirare la cinghia, mentre i nostri politici
di sinistra si
riempiono le tasche, e purtroppo ci sono ancora
persone che li votano,
è strano il mondo.
sabato 31 dicembre 2016
Buon Anno
A tutti voi amici, l'augurio che voglio farvi è
molto semplice, come faceva Madre Speranza,
che il 2017 sia per voi un anno di Pace, serenità,
amore e gioia, con affetto dal Santuario dell'Amore
Misericordioso Fausto.
molto semplice, come faceva Madre Speranza,
che il 2017 sia per voi un anno di Pace, serenità,
amore e gioia, con affetto dal Santuario dell'Amore
Misericordioso Fausto.
giovedì 29 dicembre 2016
Puntualizziamo su questo Vangelo
Il Vangelo del Giovedì 29 Dicembre 2016.
1° Lettura dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (2,3-11)
Dal Vangelo secondo Luca (2,22-35) anno A Ottava di Natale.
Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale,
secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino
[Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore–come è scritto
nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al
Signore»–e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due
giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto
e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo
era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto
la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi
portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva
a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio,
dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in
pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua
salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti
alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è
qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno
di contraddizione–e anche a te una spada trafiggerà l’anima-,
affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
Parola del Signore.
l Vangelo ci presenta due anime sante che attendevano
con trepidazione l’arrivo del Messia e non si muovevano
dal Tempio perché lo Spirito aveva ispirato il suo arrivo.
Le cronache di questi giorni ci ripresentano vicende
ridicole di insegnanti italiani che in nome di un falso
dialogo, rifiutano Gesù Cristo e obbligano i giovani
studenti a non pronunciare il Nome di Gesù nelle canzoncine.
L’atteggiamento razzista al contrario è evidente
in questi insegnanti che devono conoscere il senso
della loro vita, e sono confusi.
Non sono solo atei o anticlericali, anche cristiani buonisti
e lontani da Dio si associano a questa ipocrita giustificazione.
In questi giorni una notizia ha soppiantato quelle che
già si ripetevano ogni anno.
Addirittura un parroco, quindi si presume un discepolo
di Gesù Cristo, ha dato sfoggio della sua fede,
manipolando la storia di Maria Santissima e San Giuseppe
e offendendo anche il Presepe.
Il parroco della Chiesa di Sant'Anna di Potenza, ha deciso
di “lastricare” il Presepe di buonismo filo islamico.
Nel Presepe ha messo un Giuseppe arabo e la Madonna
con il burqa, loro, gli islamici invece le statue delle Madonne
le distruggono, maquesta è un’altra cosa.
Parlare di irriverenza è riduttivo, bisogna comunque
notare che questa licenza sacrilega e interpretativa è resa
possibile da esempi che di fatto hanno equiparato
il Cristianesimo all’Islamismo.
Ma questa è una eresia.
Sono numerosi i vescovi e i parroci molto attivi
nell’aiutare gli immigrati, mentre ignorano
i poveri delle loro parrocchie.
Dov’è qui la carità e l’interesse per le anime?
Dagli ultimi dati sono 28 milioni gli italiani che stentano
ad arrivare a fine mese e 5 milioni sono poveri in canna.
Sono informazioni dell’altra settimana e questa situazione
lascia tranquilli i politici che ripetono sempre
la parola accoglienza.
Questo parroco afferma che l’Occidente ha distrutto
l’economia africana, arriva a individuare confusamente
nella religione “lo strumento di dialogo con le altre fedi
e con tutte le etnie distrutte o ridotte in miseria dall'egoismo
della società occidentale”.
Non sa che in Libia c’è benessere, almeno per il costo
della vita nella Nazione.
La Tunisia è quella più occidentale e quasi tutti gli
immigrati che arrivano in Italia, sono vestiti bene
e questo sicuramente ci fa piacere.
Non arrivano in Europa poveri privi di tutto, molti
testimoniano che nelle loro terre vivevano dignitosamente,
e decidono di partire per raggiungere uno stile di vita
occidentale e possibilmente benestante, perché
le porte sono aperte.
Se in Europa si vivesse come immaginano loro,
come lasciano credere i venditori di fumo, saremmo
tutti contenti per le ampie possibilità di lavoro per tutti.
Ma non è così.
Oggi il Vangelo ci invita a meditare l’impegno che
devono avere tutti i cristiani nel costruire un mondo
più giusto.
Anche il Cristianesimo vuole nel mondo un ordine
più giusto, più umano.
Noi cristiani abbiamo questa missione, è la stessa Parola
di Dio a spingerci nella diffusione dei valori, a parlare
della morale, a dare continui esempi di onestà.
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