domenica 26 agosto 2018

Messaggio del 25 Agosto 2018 da Medjugorje


Messaggio dato dalla Madonna alla veggente Marija 
Cari figli! Questo è tempo di grazia.
Figlioli, pregate di più, parlate di meno e lasciate che Dio vi guidi sulla
via della conversione.
Io sono con voi e vi amo con il mio amore materno.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

mercoledì 15 agosto 2018

Assunzione di Maria al Cielo 15 Agosto 2018


Oggi celebriamo la festa dell’Assunzione in cielo di Maria.
C’è un sottile disagio a parlare di Maria, non è per niente facile.
La ragione principale è la sua naturale timidezza di ragazza di paese,
quindicenne, abituata a lavorare in silenzio, lontano dai palchi delle veline.
La seconda ragione del disagio è un’eccessiva devozione nei confronti di
Maria, fatta in buona fede, ma pericolosa.
Il rischio?
Di sottolineare le così tante straordinarietà della Madre di Gesù da finire
con l’allontanarla anni luce dalla (povera) concretezza della nostra vita.
Il più grande torto che possiamo fare a Maria è metterla in una nicchia
e incoronarla con una corona d’oro!
Dio ci dona una discepola esemplare, una donna (grande Dio, in un mondo
di maschilisti pone una donna a modello!) che, per prima, ha scoperto il volto
del Dio incarnato, e noi subito a metterla sul piedistallo, santa stratosferica
da invocare nei momenti di sofferenza.
Per favore, no!
Maria ci è donata come sorella nella fede, come discepola del Signore,
come madre dei discepoli.
Il cuore del suo cammino è narrato da Luca, in quella corsa frenetica,
tumultuosa, che Maria compie all’indomani dell’annuncio dell’angelo.
Non le aveva forse detto l’angelo della gravidanza della sua vecchia cugina?
Maria parte volentieri da Nazareth, ha bisogno di riflettere, di capire.
Ha paura di essersi sbagliata, di avere avuto un colpo di sole.
Possibile? Il Messia verrà? Possibile?
Lei è stata scelta come Madre?
Maria va a sud, due giorni di viaggio, pensieri che affollano la mente.
Forse è in compagnia di Giuseppe, non era opportuno che le donne
viaggiassero da sole.
E l’incontro tra la matura Elisabetta e l’adolescente Maria è un’apoteosi,
un fuoco d’artificio.
Solo loro sanno, solo loro capiscono, i servi e i familiari guardano stupiti
queste due donne che ridono e si abbracciano e piangono di gioia.
Elisabetta solleva in un abbraccio la piccola Maria, forse qualche parola di
circostanza: “Come sei cresciuta!
Che bella che sei!”; poi la posa, la guarda scuotendo la testa: “Come hai
fatto a credere, Maria?”
Sì, Maria, anche noi lo ripetiamo, scuotendo la testa; come hai potuto credere
che davvero Dio diventasse sguardo, sudore e calore nel tuo ventre?
Come hai fatto a credere che-sul serio-Dio avesse bisogno di te,
e di noi, per salvare l’umanità?
Come hai fatto a credere che il tuo acerbo ventre contenesse l’Assoluto?
Beata te che hai creduto, Maria!
Beati noi, fragili discepoli, che sentiamo l’orgoglio riempirci di lacrime gli occhi
e la nostalgia della santità mozzarci il fiato.
Tu sei figlia della nostra umanità, Tu sei il riscatto delle nostre tiepidezze.
E Maria canta e danza assieme alla cugina Elisabetta.
Allora è tutto vero, ciò che ha visto era davvero il messaggero di Dio, allora
tutte le stanche e impolverate profezie, ascoltate il Sabato in sinagoga,
si stavano realizzando.
Dio non si è stancato del suo popolo, Dio non l’ha abbandonato,
non ci ha abbandonato, Dio è presente.
La danza finisce in un canto, lo stupore della logica di Dio che prende
una quindicenne senza studio, figlia povera di una terra occupata, in un
tempo senza internet e network, per salvare l’umanità.
Ecco, questa è festa dell’Assunta, la storia di una discepola che ha creduto
davvero nella parola del suo Dio, che insegna a noi, tiepidi credenti,
l’ardire di Dio, la follia dell’Assoluto.
Questa donna, noi crediamo, dopo la lunga esperienza di una fede abitata
dal Mistero, è andata, prima tra i credenti, al Dio che l’aveva chiamata.
Non poteva conoscere la corruzione della morte colei che aveva dato
alla luce l’autore della vita.
Siamo in buona compagnia, allora!
Lasciamoci fare, allora; grandi cose ha fatto Dio in Maria;
grandi cose può fare in noi, se lo lasciamo fare.
Santa Festa dell’Assunta a tutti Fausto.

giovedì 2 agosto 2018

Messaggio della Madonna a Mirjana del 2 Agosto 2018


Messaggio del 2 agosto 2018
“Cari figli, con materno amore vi invito ad aprire i cuori alla pace, ad aprire
i cuori a mio Figlio, affinché nei vostri cuori canti l’amore verso mio Figlio.
Solo da quell’amore, infatti, nell’anima giunge la pace. Figli miei, so che
avete la bontà, so che avete l’amore, un amore misericordioso.
Molti miei figli, però, hanno ancora il cuore chiuso.
Pensano di poter agire senza rivolgere i loro pensieri verso il Padre Celeste
che illumina, verso mio Figlio, che è sempre nuovamente con voi
nell’Eucaristia e desidera ascoltarvi.
Figli miei, perché non gli parlate?
La vita di ognuno di voi è importante e preziosa, perché è un dono del Padre
Celeste per l’eternità. Perciò non dimenticate mai di ringraziarlo.
Parlategli!
So, figli miei, che vi è sconosciuto ciò che verrà dopo ma, quando verrà il
vostro dopo, riceverete tutte le risposte.
Il mio amore materno desidera che siate pronti.
Figli miei, con la vostra vita mettete nel cuore delle persone che incontrate
dei buoni sentimenti: sentimenti di pace, di bontà, d’amore e di perdono.
Attraverso la preghiera, ascoltate quello che vi dice mio Figlio ed agite
in quel modo.
Vi invito nuovamente alla preghiera per i vostri pastori, per coloro che
mio Figlio ha chiamato.
Ricordate che hanno bisogno di preghiera e d’amore. Vi ringrazio”.


domenica 3 giugno 2018

Messaggio della Madonna da Medjugorje 2 Giugno 2018


Messaggio straordinario del 2 giugno 2018 dato alla veggente Mirjana:
Cari figli, vi invito ad accogliere le mie parole con semplicità di cuore,
parole che come Madre vi dico perchè possiate incamminarvi sulla via
della luce completa, la via della purezza, la via dell’Amore unico di mio
Figlio: Uomo e Dio.
Una gioia e una luce indescrivibile con parole umane penetrerà nella vostra
anima, vi avvolgerà la pace e l’amore di mio Figlio: è questo che desidero
per tutti i miei Figli.
Perciò voi, apostoli del mio amore, voi che sapete amare, voi che sapete
perdonare, voi che non giudicate, voi che io esorto, siate esempio a tutti
coloro che non si sono incamminati sulla via della luce e dell’amore, oppure
l’hanno abbandonata.
Con la vostra vita mostrate loro la verità.
Mostrate loro l’amore, perché l’amore supera tutte le difficoltà e tutti i miei
figli hanno sete d’amore.
La vostra unione nell’amore è il dono a mio Figlio e a me. Però, Figli miei,
ricordate: amare significa desiderare sia il bene per il prossimo, sia la
conversione dell’anima del vostro prossimo.
Mentre vi guardo riuniti intorno a me il mio Cuore è triste, perché vedo così
poco amore fraterno, amore misericordioso.
Figli miei, l’Eucarestia è mio Figlio vivo in mezzo a voi, le sue parole vi
aiuteranno a comprendere, perché la sua parola è Vita, la sua parola fa sì che
l’anima respiri, la sua parola fa comprendere l’amore.
Figli miei, nuovamente vi invito, come Madre che desidera il bene dei suoi
Figli, amate i vostri pastori, pregate per loro. Vi ringrazio.


mercoledì 2 maggio 2018

Messaggio della Madonna a Mirjana.


Messaggio del 2 Maggio 2018
“Cari figli, mio Figlio, che è luce d’amore, tutto ciò che ha fatto e fa,
l’ha fatto e lo fa per amore.
Così anche voi, figli miei, quando vivete nell’amore, amate il vostro
prossimo e fate la volontà di mio Figlio.
Apostoli del mio amore, fatevi piccoli!
Aprite i vostri cuori puri a mio Figlio, affinché egli possa operare attraverso di voi.
Con l’aiuto della fede, riempitevi d’amore.
Però, figli miei, non dimenticate che è l’Eucaristia il cuore della fede: essa
è mio Figlio che vi nutre col suo Corpo e vi fortifica col suo Sangue.
Essa è il prodigio dell’amore: mio Figlio che viene sempre di nuovo vivente
per vivificare le anime.
Figli miei, vivendo nell’amore, voi fate la volontà di mio Figlio ed egli vive in voi.
Figli miei, il mio desiderio materno è che lo amiate sempre più, poiché egli
vi chiama col suo amore.
Vi dona l’amore, in modo che voi lo diffondiate a tutti attorno a voi.
Per mezzo del suo amore, come Madre sono con voi per dirvi parole d’amore
e di speranza, per dirvi parole eterne e vittoriose sul tempo e sulla morte, per
invitarvi ad essere miei apostoli d’amore. Vi ringrazio!”. 

giovedì 26 aprile 2018

Messaggio della Madonna a Marija.

Messaggio ricevuto da Marija il 25 Aprile 2018.
"Cari figli! Anche oggi vi invito a vivere con Gesù la vostra nuova vita.
Che il Risorto vi doni la forza affinché siate sempre forti nelle prove della
vita e fedeli e perseveranti nella preghiera, perché Gesù vi ha salvati con
le Sue ferite e con la Sua resurrezione vi ha dato una vita nuova.
Pregate, figlioli e non perdete la speranza.
Nei vostri cuori ci siano gioia e pace, testimoniate la gioia di essere miei.
Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata". 

martedì 10 aprile 2018

Messaggio straordinario della Madonna a Ivan da Medjugorje


Messaggio straordinario dato al veggente Ivan il 9 aprile 2018 a Medjugorje.
Carissimi, ecco quanto Ivan ci ha comunicato circa l’apparizione da lui avuta
ieri sera, lunedì 9 aprile 2018, alla Croce blu alle ore 22:00: «Ecco una breve
descrizione e un breve riassunto dell’incontro di stasera con la Madonna.  
Anche stasera la Madonna è venuta a noi gioiosa e felice, e ci ha salutato tutti
col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”.
Poi ha continuato pregando con le mani distese qui su tutti noi, ha pregato in
particolare su voi malati presenti.
Poi la Madonna ha detto: “Cari figli miei, anche oggi vi invito a lasciare le
cose del mondo che passano: esse vi allontanano sempre più dall’amore
di mio Figlio.
Decidetevi per mio Figlio, accogliete le sue parole e vivetele.
Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata”.


lunedì 2 aprile 2018

Messaggio della Madonna a Mirjana da Medjugorje


Messaggio del 02 Aprile 2018 dato a Miriana a Medjugorje-Croce Blu "
ore 8,45 
"Cari figli; per il grande amore del Padre Celeste, sono con voi come Madre
vostro e vuoi al mio fianco come i miei figli, come gli Apostoli del mio
amore che continuo a raccogliersi intorno a me . 
Figli miei voi siete coloro che con la preghiera vi dovete dare completamente
a mio figlio; che non viviate vuoi , ma mio Figlio.
Tutti coloro che non conoscono mio figlio lo vedono in voi e vogliono vederlo. 
Pregate che vedano in voi, umiltà e bontà, prontezza nel servire gli altri,
che in voi vedano che col cuore vivete la chiamata terrena in comunione
con mio figlio che è in voi, vedano: dolcezza e amore verso mio figlio,
come verso i loro fratelli e il Padre Celeste.
Apostoli del mio amore, dovete pregare molto, purificare i vostri cuori,
perché voi per primi, camminiate sulla strada di mio figlio.
Figli miei, come miei Apostoli, dovete essere uniti nell'unione che proviene
da mio figlio, che i miei figli che non conoscono mio figlio riconoscono l'unità
dell'amore e desiderano camminare nella vita, attraverso l'unità con mio figlio.
Grazie." 

sabato 31 marzo 2018

Pasqua di risurrezione.


E’ Risorto amici.
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocefisso, non è qui!
Oggi celebriamo il più straordinario mancato appuntamento della storia,
oggi celebriamo la più sconcertante notizia del vangelo, oggi affondiamo
le radici (e il cuore) nell’Assoluto di Dio.
Ci siamo trovati tre giorni, lungo la settimana, per ripercorrere gli ultimi
drammatici avvenimenti della vita di Gesù.
Abbiamo meditato il suo silenzio, ci siamo stupiti del suo dubbio, siamo
inorriditi davanti all’ennesima ingiustizia commessa ai danni di un uomo
buono e solidale.
Come gli apostoli siamo fuggiti inorriditi e ci siamo rifugiati nei meandri
della nostra frenetica vita davanti alla violenza degli uomini, di fronte
all’insostenibile morte politicamente scorretta del Nazareno.
Bene, fine dell’avventura spirituale, fine dell’emozione mistica, è stata una
bella esperienza, ci ha dato delle belle cose, poi, però, ci siamo dovuti
arrendere davanti a quella pietra che bloccava la tomba, ci siamo fermati
di fronte all’evidenza; l’uomo non cambierà mai, la storia–allora come oggi–sarà
sempre in mano agli arroganti.
Un clima di mestizia e di disincanto si respira nelle pagine del vangelo dopo il
grande trauma della crocifissione del Rabbì.
Ma ora, oggi, è tutto cambiato.
Alcune donne delle nostre sono tornate affannate; andate ad imbalsamare Gesù,
ultimo segno di rispetto verso il Maestro, non lo hanno trovato, è scomparso.
Gesù è risorto, amici, semplicemente.
Non rianimato, né tantomeno reincarnato, no, è proprio risuscitato.
La gioia dilaga, la fine diventa un inizio, la luce comincia a farci capire,
a riscaldare il cuore.
E questa notizia è arrivata fino a noi oggi, ci ha fatti alzare stamani, ci ha fatto
radunare insieme alle comunità, ci riempie la vita.
Se Gesù è risorto allora significa che non è stato solo un grande uomo, allora
significa che davvero Egli era ciò che diceva di essere, significa che Egli è
presente insieme a noi, con noi.
Pasqua, amici, Pasqua.
Su quella tomba vuota, su quella pietra che non è riuscita a bloccare la
presenza di Dio si fonda la nostra intera speranza, la speranza di milioni
di uomini che lungo la storia hanno creduto al vangelo.
Ma non è evidente la resurrezione, anzi si resta come spiazzati nel leggere i vangeli.
Ambiguità, paura e dubbio contraddistinguono i racconti della Pasqua.
Marco–addirittura–che abbiamo letto questa notte scorsa trancia il suo
vangelo sulla paura delle donne di ritorno dal sepolcro.
Non è facile credere, né evidente.
Evidente la crocifissione, evidente il sangue e la testimonianza, evidente
e sconcertante l’urlo di sofferenza ma la resurrezione no, è tutt’altro affare,
è questione di fede, non di evidenza.
I racconti della resurrezione e delle apparizioni del risorto entrano nella
dimensione della discrezione e della conversione, della serenità e della pace,
ma anche dello sconcerto degli apostoli e della loro (e nostra) fatica a risorgere.
Forse perché è difficile condividere la gioia di qualcun altro.
Sentiamo solidale il crocifisso, ci identifichiamo, ognuno di noi ha vissuto o
vive un’esperienza di dolore, di sconfitta.
Abbiamo maturato una grande devozione al dolore di Dio, e giustamente.
Ma troppo spesso siamo fermi a quel dolore, come i discepoli di Emmaus,
quasi compiaciuti della dimensione del patire.
Conosco troppi cristiani fermi al venerdì santo, accampati sotto la croce,
troppo legati al proprio dolore per accorgersi che Gesù è risorto.
No, amici, è tempo di abbandonare il dolore, di non amarlo, di redimerlo.
La gioia cristiana è una tristezza superata, la gioia cristiana è guardare delle
bende e vedere il corpo trasfigurato che avvolgevano, vedere una tomba
vuota e capire che sì, davvero il Signore è risorto.
Avremo ora cinquanta giorni (e la vita) per convertirci alla Pasqua, per
abbandonare il dolore, nostro e di Dio.
Avremo cinquanta giorni per ridirci che dopo la croce, ogni croce, ci aspetta
la speranza della vita nuova in Cristo.
Se davvero siamo risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, viviamo da risorti!
Santa Pasqua a tutti voi amici, Fausto.