mercoledì 3 aprile 2019

Attenzione amici, la nostra patria è in liquidazione.


L'ITALIA NON E' PIU' ITALIANA
Il nuovo libro di Mario Giordano spiega come i nuovi predoni stanno
rubando il nostro Paese. di Mario Giordano
L'Italia è stata venduta. Pezzo a pezzo.
E, se non cambierà qualcosa in fretta, se non metteremo un freno,
tra poco il nostro amato Paese non ci sarà più.
Non a caso, mentre stavo scrivendo questo libro, nel pieno del dibattito
sulla manovra economica (un classico d'autunno, come le castagne e il
beaujolais) è spuntata fuori la ricetta per l'Italia della Bundesbank, la banca
centrale tedesca: «Voi doffere fare subito nuova tassa, voi doffere fare
patrimoniale del 20 per cento su tutti ffostri risparmi».
Bella idea, no?
Se venisse mai applicata, la nostra economia crollerebbe e l'opera di
spoliazione sarebbe definitivamente conclusa.
Si porterebbero via tutto ciò che resta.
È quello che vorrebbero a Parigi e Berlino.
Altro che Unione europea. (...)
BYE BYE ITALIAN LIFE
Una volta, se trovavi una cimice nel piatto, denunciavi il ristorante.
Adesso, invece, il ristorante vince un premio.
Una menzione d'onore.
Una citazione da Guida Michelin.
Perché la cimice nel piatto è alla moda. Chic. Trendy.
E pure ecologicamente corretta.
Rassegnatevi: dal 1° gennaio 2018, in materia di cibo, abbiamo compiuto
un altro fondamentale passo in avanti.
Infatti, grazie a una direttiva Ue (e te pareva) si possono portare sulla tavola
degli italiani gli insetti.
Basta con spaghetti e pizza, addio carbonara e quattro stagioni.
Arrivano locuste al vapore, grilli al curry, tarantole fritte, zuppa di zanzare,
cavallette al cioccolato, vermi giganti, camole, millepiedi e naturalmente un
po' di cimici in salsa di soia.
E avanti, tutti a ingurgitare certa roba che, a vederla, si direbbe destinata
a uscire dal corpo.
Mica a entrarci. Ma che ci volete fare?
Questo è l'ultimo passo del famolo strano, anzi famolo straniero, a tavola.
C'è chi scommette che tra qualche decennio sarà normale abboffarsi di
locuste e vermicelli, come lo è già per molte culture asiatiche.
Dicono che diventerà il cibo del futuro, e che questo sarebbe un bene per tutti.
Storcete il naso?
Probabilmente lo avreste fatto anche quarant'anni fa, quando aprivano i primi
sushi giapponesi o i primi ristoranti cinesi con annesso involtino primavera.
Adesso, invece, la cucina etnica dilaga: nel 2018, secondo una ricerca
Nielsen Trade, 14 milioni di italiani hanno tradito le tagliatelle di nonna Pina
per un piatto esotico.
Sono il doppio rispetto a cinque anni fa. Il doppio.
Quasi un italiano su due (il 42 per cento, per l'esattezza) quando esce alla sera,
sempre secondo la ricerca Nielsen, sceglie un ristorante non italiano.
Più di uno su due (il 52 per cento) lo consuma abitualmente fra le mura domestiche.
Proprio così: stiamo dimenticando come si cucinano i tajarin, però non
perdiamo l'occasione per rimpinzarci di nachos e tacos.
Come stupirsi se, tra un po', ci aggiungeremo il contorno di zanzare fritte? (...)
ITALIA SAUDITA
Avete presente il Bosco Verticale di Milano, progettato dall'architetto Stefano Boeri,
quello che ha vinto premi su premi come miglior grattacielo del mondo?
È di proprietà del Qatar.
E la Torre Solaria, che sta lì accanto, con i suoi 143 metri di altezza, il palazzo
residenziale più alto d'Italia?
Pure quella è del Qatar.
E gli altri 23 edifici di Porta Nuova, il cuore della nuova Milano, una delle zone
più chic e moderne della metropoli? Tutti del Qatar.
E il Westin Excelsior di via Veneto a Roma, l'hotel simbolo della Dolce Vita,
quello amato dai Kennedy e dai principi di Monaco, da Paul Newman ed
Elizabeth Taylor, da Frank Sinatra e Liza Minnelli? È del Qatar.
E il Palazzo della Gherardesca di Firenze, capolavoro dell'architettura
rinascimentale toscana? È del Qatar.
E lo storico Grand Hotel Baglioni, sempre a Firenze? È del Qatar.
E Palazzo Gritti, meraviglia del Trecento affacciata sul Canal Grande,
che oggi ospita uno dei più rinomati hotel di Venezia?
Rassegnatevi: pure quello non è più nostro. È del Qatar.
Siamo partiti dalla Sardegna, ma la Sardegna, purtroppo, non è l'eccezione.
È solo la parte più visibile dell'Italia venduta agli emiri di Doha.
I soldi qatarini, infatti, si stanno comprando l'intera Penisola.
Pezzo a pezzo.
Le bellezze di ieri e quelle di oggi.
Le compagnie aeree. Le banche. Le aziende.
Tutto sta finendo nelle mani di questo Paese, che è grande all'incirca come la
Basilicata, ma ha tanto gas naturale e tanto denaro da sommergere l'intero pianeta.
Per ricchezza pro capite è il primo al mondo.
Ha a disposizione fondi praticamente illimitati.
E un amore particolare per il Vecchio Stivale dove negli ultimi anni ha fatto
uno shopping furioso, buttandosi su ogni pezzo in vendita come le massaie si
buttano sulla verdura quando c'è il tre per due al Carrefour.
Ci manca solo che compri direttamente Palazzo Chigi, Montecitorio e il Quirinale
(tanto vengono via per poco) e poi potremmo finalmente cambiare la Costituzione:
l'Italia è una Repubblica (non più) democratica fondata sul Qatar. (...)
SIAMO NEL PALLONE
Il 23 aprile 2016 è una data fondamentale per il calcio italiano.
Si è giocata Inter-Udinese.
No, non state a sforzarvi con la memoria: non è stata una partita epica, non sono
stati assegnati trofei importanti, nessun campione ha rivelato il suo talento.
È stata una normalissima partita, finita 3 a 1 per i nerazzurri.
Niente di che.
Epperò è stata la prima partita della storia del nostro (nostro: si fa per dire)
campionato di Serie A in cui sono scesi in campo, fin dall'inizio, 22 calciatori
tutti stranieri.
Tutti, proprio tutti.
C'erano uno sloveno, un giapponese, sei brasiliani, due colombiani, un croato,
tre francesi, un argentino, un montenegrino, un greco, un franco-maliano,
uno svizzero, un ghanese, un serbo e un portoghese. Nemmeno un italiano.
Nemmeno per sbaglio.
Ma se gli italiani non giocano nei loro club, come possono poi giocare in Nazionale?,
si sono chiesti molti.
Sarà un caso, ma meno di un anno e mezzo dopo quel match, l'Italia ha subito la
clamorosa onta dell'eliminazione dai Mondiali.
Sconfitta dalla Svezia. A casa dalla Russia.
Pensiamo gente, pensiamo.
Però, non pensiamoci troppo, perché, magari ci troveremo a dover traslocare
in Africa, si fa per dire.

lunedì 25 febbraio 2019

Messaggio da Medjugorje del 25 Febbraio 2019


Medjugorje, Messaggio a Marija del 25 febbraio 2019
Cari figli! 
Oggi vi invito alla vita nuova.
Non importa quanti anni abbiate, aprite il vostro cuore a Gesù che vi
trasformerà in questo tempo di grazia e voi, come la natura, nascerete
alla vita nuova nell'amore di Dio e aprirete il vostro cuore al Cielo
e alle cose celesti.
Io sono ancora con voi perché Dio me lo ha permesso per amore
verso di voi. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 

sabato 2 febbraio 2019

Messaggio da Medjugorje del 2 Febbraio 2019


Messaggio della Regina della Pace del 2 febbraio 2019 alla veggente Mirjana:
“Cari figli!
L’amore e la bontà del Padre Celeste vi danno rivelazioni che fanno sì che
la fede in voi cresca e si comprenda, e vi porti pace, sicurezza e speranza.
Così anch’io, figli miei, per mezzo dell’amore misericordioso del Padre Celeste
sempre e nuovamente vi mostro la strada verso mio Figlio, verso la salvezza eterna.
Però, purtroppo, molti miei figli non vogliono ascoltarmi, e molti miei figli dubitano.
Però io, io sempre in ogni tempo, ho magnificato il Signore per tutto ciò che
ha fatto in me e per mezzo di me.
Mio figlio si dona a voi, spezza il pane con voi, vi dona le parole della vita eterna,
affinché le portiate a tutti.
Voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura quando
mio Figlio è con voi?
Offritegli le vostre anime affinché Egli possa dimorare in esse, e possa fare
di voi strumenti della fede e strumenti dell’amore.
Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo,
e al di sopra di tutto vivete l’amore verso il Padre Celeste.
Figli miei, non siete insieme per caso, il Padre Celeste non unisce nessuno per caso.
Mio Figlio parla alle vostre anime e io parlo al vostro cuore.
Come madre vi dico incamminatevi con me, amatevi gli uni gli altri, testimoniate.
Non abbiate paura, con il vostro esempio, di difendere la verità, la Parola di Dio
che è eterna e non cambia mai.
Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e nella verità è
sempre aiutato dal Cielo e non è mai solo.
Apostoli dl mio amore, che vi riconoscano sempre, in mezzo a tutti gli altri,
per il vostro nascondimento, il vostro amore e la vostra serenità.
Io sono con voi. Vi ringrazio!”

venerdì 25 gennaio 2019

Il Messaggio della Madonna a Marija

Messaggio del 25 Gennaio 2019
Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione.
Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera. 
Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede
e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più.
La vostra vita diventerà ordinata e responsabile.
Comprenderete, figlioli, di essere passeggeri qui sulla terra e sentirete il
bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della
vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri.
Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

martedì 8 gennaio 2019

Chiariamo una cosa; il sindaco di Palermo Orlando vuole disobbedire al decreto sicurezza e far entrare gli immigrati, salvo poi, fare affogare i cittadini di Palermo nelle immondizie per sua incapacità a governare la città.


questo è un estratto di uno scritto di un sacerdote siciliano.
Una battaglia, contro la Tradizione della Chiesa, riguarda l’accoglienza degli 
immigrati e viene rievocato il senso di civiltà.
Chi ama davvero gli immigrati li fa desistere dall’attraversamento del Mediterraneo
per gli ovvi pericoli, e a quelli che sono già in Italia mette a disposizione edifici e
grandi spazi per una ospitalità dignitosa.
Molti parlano di business, un grande giro di denaro.
Lo stesso intreccio economico è presente nella politica.
Da alcuni giorni si conosce la disobbedienza di alcuni sindaci al decreto legge 
«Sicurezza e Immigrazione», e già all’inizio appariva un’operazione strumentale.
Il sindaco di Palermo si è molto agitato per accogliere gli immigrati.
Ottima reazione se fosse fondata sull’amore gratuito.
Palermo è una bellissima città con «infiniti» problemi, accentuati dall’incuria attuale,
vede il suo sindaco preoccupato di favorire l’ingresso di migliaia di immigrati, dove
già vivono decine di migliaia di disoccupati.
Ogni iniziativa del sindaco Orlando mira a qualcosa che nessuno può cogliere sul
momento perché lontana a venire, per qualcuno egli vuole distogliere l’attenzione
dall’incapacità di risolvere i problemi della città, ma qui ballano i soldi.
Sono 150 milioni di euro quelli che perdono i sindaci, a Palermo sarebbero
andati 15,5 milioni di euro.
Ecco il motivo della rivolta dei sindaci.
Non è la solidarietà ai migranti, i sindaci e le cooperative amiche si ribellano
alla legge perché non riceveranno più i fondi per gli Sprar.
Un cardinale ha detto in una intervista che fanno bene i sindaci a non osservare la
legge, mostrando diversi cattivi esempi in una sola volta.
Oggi la Chiesa pratica una politica scollata con la gente e continua a perdere molto seguito.
Le Cattedrali sono vuote, i cattolici non si confessano, c’è una ribellione verso la
gerarchia e la «nuova dottrina dell’accoglienza» degli immigrati ha già allontanato
decine di milioni di cattolici solo in Italia.
La Chiesa accoglie tutti i peccatori pentiti, per gli immigrati c’è lo Stato che deve
provvedere, oppure i prelati donino molti milioni di euro per una decorosa
ospitalità a tutti loro.
Il Vangelo non è solo l’accoglienza degli immigrati, questo viene dopo, c’è un’altra
urgenza perenne ed è la centralità di Gesù Cristo e del suo Vangelo.


mercoledì 2 gennaio 2019

Messaggio da Medjugorje del 2 Gennaio 2019


Messaggio della Regina della Pace del 2 gennaio 2019
alla veggente Mirjana: “Cari figli, purtroppo fra voi, miei figli, c’è così
tanta lotta, odio, interessi personali, egoismo.
Figli miei, dimenticate così facilmente mio Figlio, le sue parole, il suo amore!
La fede si spegne in molte anime e le cose materiali del mondo afferrano i cuori.
Ma il mio Cuore materno sa che ci sono ancora quelli che credono e amano,
che cercano di avvicinarsi il più possibile a mio Figlio.
Cercano mio Figlio instancabilmente, e quindi così cercano anche me.
Sono gli umili ed i miti, con i loro dolori e le sofferenze che portano in silenzio,
con le loro speranze, ma soprattutto con la loro fede.
Sono gli apostoli del mio amore.
Figli miei, apostoli del mio amore, vi insegno che mio Figlio non chiede
preghiere incessanti, ma opere e sentimenti; chiede che crediate, che preghiate,
che con le vostre preghiere personali cresciate nella fede, che cresciate nell’amore.
Amarvi gli uni gli altri: questo è ciò che lui chiede.
Questa è la via verso la vita eterna.
Figli miei, non dimenticate che mio Figlio ha portato la luce in questo mondo,
ma l’ha portata a coloro che hanno voluto vederla ed accoglierla.
Siate voi quelle persone, perché quella è la luce della verità, della pace e dell’amore.
Io vi guido maternamente affinché adoriate mio Figlio, affinché amiate
mio Figlio con me, affinché i vostri pensieri, parole ed opere siano rivolti
a mio Figlio, affinché siano nel suo nome.
Allora il mio Cuore sarà colmo. Vi ringrazio!”.

lunedì 31 dicembre 2018

Buon 2019

L'Augurio che voglio fare a tutti voi per questo
2019 è, che il Signore vi possa concedere un anno di
soddisfazioni, salute, amore e gioia, con affetto Fausto.

sabato 29 dicembre 2018

Ed intanto in Italia la Turchia si è comprata la fabbrica Pernigotti, solo una coincidenza?


Francia e Olanda, ma mettiamoci anche il Belgio, sempre più islamizzate.
La polizia di Parigi ha dichiarato di aver arrestato nel 2018 circa 1.552 minori
immigrati marocchini.
Si tratta dell'esito di un'operazione nata dalla collaborazione con le autorità
del Marocco, ma solo per sei di questi sono state avviate le operazioni di rimpatrio.
I dati resi pubblici testimoniano il tentativo, ancora allo stato embrionale, di
affrontare il dilagare delle bande di islamici che usano mettere a ferro e fuoco
le strade della capitale francese.
La città, e quasi tutti i suoi quartieri limitrofi, sono letteralmente ostaggio
dell'anarchia imposta dalle bande islamiche dedite allo spaccio, alle aggressioni
sessuali, all'occupazione di intere aree, in cui le norme della République sono
state sostituite dalla shariah, e dove l'antisemitismo ha smesso di essere un retaggio
del Novecento.
Gli oltre 1500 arresti segnano un certo miglioramento delle operazioni in cui è
stato registrato un 41% di arresti in più rispetto allo scorso anno, quando solo
in 813 finirono in manette.
La cooperazione con le autorità marocchine era iniziata a luglio, quando la
situazione ha raggiunto quello che probabilmente è stato l'apice tra degrado
e proteste raccolte.
La stampa a lungo, come nel resto d'Europa, ha raccontato la storia di
giovanissimi minorenni, poveri e allo sbando, che si danno alla criminalità.
Ma, come nel caso francese, puntualmente la narrazione è stata smentita dai
fascicoli delle forze di polizia, che hanno determinato come in un'alta percentuale
di casi gli immigrati erano islamici, tutt'altro che ignoranti, e mai minorenni.
Spesso si tratta di individui che valicano i confini europei spacciandosi per minori
non accompagnati per beffare i controlli e le norme dell'immigrazione.
Vediamo come anche in Italia ne sono arrivati con i barconi.
Nell'ultimo periodo, oltre ai già noti, sono i quartieri di La Chapelle, Goutte
d'Or e Barbès vittime delle bande di islamici, e data la reazione scomposta
della gente del posto, e la natura annosa del problema, qualche arresto è stato
venduto come un enorme successo.
Resta però che si tratta di quartieri ormai sfuggiti al controllo statale.
Qui gli immigrati hanno letteralmente occupato il suolo pubblico;
l'amministrazione locale ha persino tentato di offrire assistenza e alloggi alle
bande, destinando 700.000 euro al progetto, ma ogni sforzo è stato respinto
con forza dagli immigrati.
Quella dell'integrazione è una storia che difficilmente trova riscontro nella
realtà, soprattutto quando si tratta delle no go zones.
Quei quartieri di cui i media tendono a negare l'esistenza, ma recentemente,
dopo anni in cui si cercava di dimostrare il contrario, anche i blog internazionali
di viaggio hanno dovuto cedere, e dedicare sezioni a quelle zone per sottolineare
che è vivamente consigliato non avvicinarsi.
Trappes, invece, comune di 30.000 abitanti a 35 chilometri da Parigi, è ormai
la banlieue islamica per eccellenza, dopo essere stata negli anni Settanta uno
dei feudi del partito comunista francese, dove risiedevano gli operai che lavoravano
nelle fabbriche circostanti.
Oggi è la città europea con il più alto numero di jihadisti.
A Trappes le madrase clandestine pullulano, così come le moschee tenute da
associazioni sulfuree.
Luoghi in cui gli imam radicali hanno gioco facile nell'indottrinare i giovani
al jihad armato.
Oggi si sta pensando di replicare l'operazione di cooperazione tra le forze
dell'ordine anche in altre città della Francia.
È da quest'estate che s'inseguono proteste e raccolte di firme per sollecitare le
autorità, vista anche la crescita esponenziale dei reati di aggressioni sessuali
ai danni di donne bianche firmati dagl'immigrati islamici.
Così come s'è perso ormai il conto dei caffè il cui ingresso è vietato alle donne.
"L'atmosfera è angosciante.
Abbiamo modificato non solo i nostri itinerari, ma i nostri vestiti.
Alcune di noi hanno anche rinunciato ad uscire", raccontano le donne che si
sono lasciate intervistare.
I politici non possono criticare l'islam, non si sa perché..
Donne ed ebrei, così, continuano ad essere le vittime della nuova
islamizzazione d'Europa.
È a Sarcelles, però, comune della periferia nord di Parigi, che da anni si
registra il più alto numero di aggressioni antisemite.
Come quando, qualche mese fa, una ragazzina quindicenne, tornando a casa
da scuola, con indosso, un ciondolo con la stella di David e una divisa
scolastica ebraica, è stata aggredita con un coltello al viso.
Oppure il bambino di otto anni che, sempre a Sarcelles, poiché indossava una
kippah è stato preso a calci e pugni da due islamici.
Da quelle parti la parola "ebreo" è scritta in lettere maiuscole sulle saracinesche
dei negozi e ristoranti ebraici.
Ma è in un pò tutta la Francia che l'antisemitismo è un problema, e anche
parlarne è sempre più pericoloso.
Per un politico, è quasi un suicidio; i politici francesi, di destra e di sinistra,
sanno che infrangere le regole della correttezza politica vuol dire essere
marchiati dai media e di fatto emarginati.
Sanno che alcune parole non possono più essere utilizzate in Francia e che
le organizzazioni "antirazziste" fanno sì che nessuno possa criticare l'islam.
Su una nuova edizione di un libro di storia per la terza media, adottato in una
scuola pubblica, si può leggere che in Francia è vietato criticare l'islam e viene
anche citata una decisione giudiziaria a sostegno di questa pretesa.
Una parte della classe politica sa che il numero dei musulmani in Francia è
talmente elevato da risultare praticamente impossibile vincere le elezioni
privandosi del voto musulmano, e la differenza nel tasso di natalità tra
musulmani e non musulmani renderà questo accordo sempre più importante
negli anni a venire; si tratta di una tacita e grave rassegnazione.
La purga inizierà alle ore 20.
Ma che la situazione sia ormai drammatica in tutta la Francia se n'è dato prova
nella notte di Halloween.
Quando la festa importata dagli States è stata il pretesto perché le bande di islamici
uscissero mascherati per mettere a punto quelle che hanno battezzato "le purghe".
L'appello alla "purga contro i gendarmi" è stato infatti raccolto da numerosi
giovani che si sono riversati nelle strade.
La maggior parte delle segnalazioni è arrivata dalle grandi città, in particolare
da Parigi e Lione, proprio in quei quartieri a predominanza islamica.
Il bollettino è di decine di incendi, un centinaio di arresti e qualche agente ferito.
Le regole, diffuse via Whatsapp e Facebook, erano molto semplici: "vestitevi
di nero e mascheratevi.
Tutte le armi sono autorizzate.
Bruciate tutto quello che può prendere fuoco.
Qualunque furto-telefoni, portafogli e mezzi di trasporto-è autorizzato.
La purga inizierà alle ore 20.
Qualunque persona che incontrerete dopo questo orario potrà essere pestata.
Gli agenti di polizia dovranno sempre essere presi di mira.
Le donne non devono partecipare".
Un'ultima novità degli ultimi anni è stata invece resa nota qualche mese fa dal
Le Figaro e riguarda le misure adottate dal sindaco di Nizza per tenere sotto
controllo un fenomeno in crescendo; quello di veri e propri rodeo per le strade
francesi dopo le celebrazioni dei matrimoni islamici.
Strade bloccate, manifestazioni aggressive, atteggiamento offensivo contro
le forze di sicurezza, guida pericolosa, processioni rumorose e violente, spari
in aria, tutte manifestazioni di gioia in seguito alle cerimonie religiose.
Qualcosa che di solito non esiste nei luoghi d'origine, ma che in Europa sta
diventando espressione di potenza e predominio di un territorio, che di
fatto hanno conquistato.
L'autrice del precedente articolo, Lorenza Formicola, nell'articolo seguente
dal titolo "Olanda, la colonizzazione culturale di Erdogan" riferisce che l'Olanda
è stata teatro di diversi tentativi di attentati terroristici jihadisti nell'ultimo periodo.
Benché questi non abbiano avuto successo, l'islamizzazione del paese procede
in modo graduale ma inesorabile.
Alle spalle del processo di diffusione dell'islam più radicale c'è soprattutto la
Turchia di Erdogan, che finanzia e controlla le moschee e ispira il partito Denk.
Ecco l'articolo: L'Olanda è stata teatro di diversi tentativi di attentati terroristici
jihadisti nell'ultimo periodo.
Con i sette sospetti terroristi che sono stati arrestati a fine settembre mentre
stavano pianificando un importante attentato con fucili automatici e autobombe,
e altri episodi simili, il livello di minaccia terroristica sulla scala da 1 a 5
rimane fermo a 4.
Tra l'agitare un coltello al grido di "Allahu Akbar", e l'afgano che ha accoltellato
due americani alla stazione ferroviaria di Amsterdam, passano le dichiarazioni
dei funzionari olandesi che hanno trovato in questi gesti un unico movente,
"credono che nei Paesi Bassi, il Profeta Muhammad, il Corano, l'Islam e Allah
siano ripetutamente insultati".
Il Coordinatore nazionale per la sicurezza e l'antiterrorismo del Paese,
recentemente, ha sottolineato come "la dimensione del movimento jihadista
olandese è motivo di preoccupazione".
"Questo gruppo, che è cresciuto significativamente tra il 2013 e il 2016, potrebbe
essere incline ad abbracciare una "narrativa della vendetta" che incolpa l'Occidente
per il crollo del "califfato.
" I jihadisti che adesso vivono in Europa, hanno intenzione di rimanerci e dedicarsi
alla da'wa: diffondere il messaggio islamico è l'unico obiettivo.
Prepararsi a combattere altrove, come in Siria, non è più all'ordine del giorno.
Il che ha portato, e sta portando, ad un aumento del numero di jihadisti nei Paesi Bassi.
Ma oltre ai sostenitori del jihadismo, ci sono nel Paese anche diverse migliaia di
simpatizzanti dei terroristi locali, e simpatizzanti dell'ISIS.
L'islamizzazione è un processo lento, ma che investe ogni aspetto della vita
occidentale, anche, anzi soprattutto, quella politica.
E in Olanda è una strada che è stata imboccata abbastanza di recente quella dei
partiti islamici.
Come Denk, il partito musulmano formato sei mesi prima delle ultime elezioni
parlamentari da due turchi ex membri del partito socialista.
Capaci, in pochissimo, d'aggiudicarsi il 2% e tre seggi in parlamento.
Forse per comprendere la portata della cosa basterebbe soffermarsi su chi in
Italia, all'ultima tornata elettorale ha raggiunto il 2 e 3%.
Il partito nato sulla scia di un dissenso dei due ex parlamentari circa la politica
d'integrazione del governo, non ha mai nascosto il suo legame con la Turchia:
la critica alla Turchia che è tabù e il divieto di parlare del genocidio degli
armeni da parte dei turchi costituiscono l'abc del movimento politico.
Il partito si batte per una forma di integrazione degli immigrati che contempli
una sorta di "accettazione reciproca", utile a creare società musulmane parallele,
e per l'istituzione di una "polizia antirazzista", il cui compito sarebbe "registrare
i 'trasgressori' ed escluderli dai pubblici uffici".
Ma oltre a chi oggi può permettersi di muovere anche i fili della politica olandese,
l'islamizzazione prosegue nella predicazione del jihad nelle moschee.
I centri culturali islamici e le moschee sono controllati dalla Direzione degli
affari religiosi della Turchia (Diyanet) che distribuisce i sermoni ufficiali del
venerdì alle moschee turche di tutto il mondo.
Sermoni sulla falsariga de "i nostri soldati mostrano al mondo intero che stiamo
sacrificando tutto per proteggere la nostra fede, bandiera e nazione. (...)
Ogni figlio del nostro paese che, nel potere della sua vita, beve il dolce nettare
del martirio, ci grida (...)
Chi muore per la via di Allah, non lo chiama mai morto, ma lo chiama vivo".
E considerando che si stima siano 140 le moschee nei Paesi Bassi che sono
affiliate al Diyanet, non è difficile comprendere perché il terrorismo islamico
sia in ascesa.
Così come non è complicato risalire alla causa del crescente antisemitismo
olandese che assomiglia a quello della Francia o della Germania.
Un rapporto pubblicato dal Pubblico Ministero olandese in aprile ha elencato
144 reati confermati nel 2017 che hanno coinvolto crimini di odio, tra cui
intimidazioni, atti di vandalismo, aggressione e incitamento all'odio o alla violenza.
Di questi casi, il 41% era "destinato contro gli ebrei", che rappresentano solo
lo 0,2% della popolazione olandese.
Eppure c'è ancora un altro sintomo dell'islamizzazione d'Olanda che tanto fa
assomigliare il Paese al Regno Unito: l'epidemia di violenze su minorenni.
Ogni anno si stima siano 1400 le ragazzine vittime delle gang islamiche.
Intanto resta alta l'allerta terrorismo.
"I gruppi di destra sono sempre più fiduciosi e continuano a concentrarsi sulla
protesta contro l'islamizzazione percepita dei Paesi Bassi, l'arrivo dei richiedenti
asilo e la perdita percepita dell'identità olandese...", hanno scritto le autorità
olandesi pochi mesi fa circa la valutazione della crescente minaccia.
E, nel frattempo, volenti o nolenti, stanno prendendo in considerazione il problema.
Monitorare i potenziali terroristi e riconoscere e ammettere l'esistenza di una
radicalizzazione crescente sono i nuovi obiettivi minimi nei Paesi Bassi del
controterrorismo.
Il piano della Strategia nazionale contro il terrorismo islamico è stato messo a
punto, ed è stato riconosciuto il jihadismo come la "principale fonte di terrorismo".
Adesso tocca far fronte ad una società che, però, oltre alla paura, si trova costretta
a convivere con un profilo che terzi le stanno cambiando.
Ecco, questo è l’islam, il pacifista dicono alcuni politici italiani, ce ne
accorgeremo quando verranno chiuse le rotte da dove affluiscono in Italia
gli immigrati, solo allora anche da noi comincerà la conquista islamica sulla
falsariga di quella Francese, Olandese e Belga.