giovedì 4 luglio 2019

Ed eccovi il sistema che usavano a Bibbiano, inutile che il PD si arrabbi, quelli che hanno creato questo sistema sono personaggi legati al loro partito.


L'ASSISTENTE SOCIALE LGBT TOGLIE I FIGLI PER DARLI A DUE LESBICHE.
ALMENO ADESSO TUTTI CAPIRANNO LA PERICOLOSITA' DELLA LOBBY GAY
Gli arresti a Reggio Emilia fanno emergere storie raccapriccianti, come quella
di Silvia, tolta ai genitori per abusi inventati dalle assistenti sociali e affidata
a due lesbiche militanti (che l'hanno pure maltrattata)
di Andrea Zambrano
È la famiglia la grande nemica della maxi inchiesta "Angeli e demoni" con la
quale la procura di Reggio Emilia ha spiccato 6 ordini di arresto e posto sotto
indagine 17 persone.
Sono tutti accusati di reati pesantissimi che vanno dai maltrattamenti alle lesioni
fino a reati amministrativi come abuso d'ufficio assistenti sociali, psicologi e
medici tutti gravitanti attorno al centro La Cura di Bibbiano, una delle strutture
considerate più all'avanguardia della Regione nella gestione degli affidi
famigliari su bambini vittime di abusi o tolti alla famiglia d'origine per le più
svariate criticità.
Anche il sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti è finito ai domiciliari per
quello che il sistema mediatico ha già ribattezzato come un pesante macigno
sul sistema del welfare "rosso" un tempo fiore all'occhiello della Regione.
Tra le carte della corposa ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari
Luca Ramponi figura un sistema in cui i servizi sociali, insieme a una Onlus di
Moncalieri, la Hansel & Gretel, cercavano di dimostrare nei procedimenti
giudiziari che i minori erano stati oggetto di violenze da parte dei genitori e per
farlo si era disposti anche a utilizzare strumenti di tortura come una macchinetta
a impulsi chiamata dagli psicologi "la macchina dei ricordi".
Violenze che però non hanno mai avuto alcun riscontro fattuale.
I giornali stanno raccontando con dovizia di particolari gli episodi, che mostrano
come i minori, quasi tutti provenienti da contesti famigliari critici, fossero
sostanzialmente indotti con metodi illegali ad ammettere casi di violenze famigliari
per poi giustificare gli affidi famigliari a persone vicine ai dirigenti dei servizi sociali.
Un meccanismo che-se venisse confermato l'impianto probatorio-ci rimanderebbe
ai figli sottratti dai colonnelli argentini ai genitori torturati nel Garage Olimpo o
che, per stare più vicini, ricorda la tragica vicenda della Bassa modenese in cui 16
bambini furono allontanati per sempre dalle famiglie d'origine per accuse mai
dimostrate e rivelatesi false.
TOGLIERE BAMBINI A MAMMA E PAPÀ
Leggendo le carte del giudice però, a fronte della mole di materiale raccolto
dagli inquirenti, potrebbe sfuggire un filo conduttore che accomuna queste
terribili storie.
E che il giudice mette nero su bianco a pagina 253 della sua ordinanza: «Costruire
un'avversione psicologica dei minori per la famiglia di origine».
Togliere bambini a mamma e papà con una facilità estrema, a volte sulla base
solo di sospetti e fare di loro ciò che un ente superiore, lo Stato, decide.
Per capire l'inchiesta di Reggio Emilia, bisogna accettare di scendere nei
bassifondi di questo folle pregiudizio che porta a cosificare il bambino facendolo
un oggetto di interessi superiori.
Un pregiudizio, quello antifamilista, che investe il ruolo dei genitori, soprattutto
maschi, da colpire con ogni mezzo e con ogni scusa, umiliando la loro libertà
e amplificando le criticità che ogni famiglia presenta, ma che non sempre
deve per forza essere indice di patologia.
I punti focali di questo pregiudizio, che proietta alla lunga l'ingombrante e
inquietante immagine di uno Stato, qui rappresentato dai servizi sociali di un
Comune, che si prende i bambini, li fagocita in un sistema perverso di dominio
e di controllo, è rappresentato dai metodi della Onlus Hansel & Gretel, i cui
psicologi «gli assistenti sociali erano convinti che fossero i migliori cui rivolgersi
per ottenere il risultato da loro agognato dell'emersione, a tutela dei minori,
del ricordo dell'abuso della cui sussistenza erano fermamente convinti».
Peccato però che a fronte di questo sforzo non ci fossero abusi da far emergere.
E i servizi sociali di Bibbiano sono così il principale problema di questa storia.
E soprattutto la dirigente del servizio finita agli arresti domiciliari,
Federica Anghinolfi, perché-come spiegato ieri ai cronisti dal procuratore
capo Marco Mescolini-sussistono i requisiti di inquinamento delle prove e di
reiterazione del reato.
Il giudice stesso conferma di ritenerla «il deus ex machina della gestione dei
presunti abusi».
Lei che si dimostra avversa al contesto famigliare in virtù-dice il giudice-anche
delle sue «profonde convinzioni e condizioni personali a sostenere con erinnica
perseveranza la causa dell'abuso da dimostrarsi ad ogni costo».
Da che cosa deriva questa testardaggine?
Ad esempio dalla sua carenza di equilibrio nel definire le figure maschili in
famiglia dei «predatori maschi» e perché lo stesso fondatore della Hansel & Gretel,
anch'egli finito ai domiciliari è stato in passato il suo terapeuta.
La donna infatti-e leggendo le carte questo emerge chiaramente-appartiene per
ragioni ideologiche ad un contesto che punta alla demolizione della famiglia
come è appunto l'universo Lgbt.
LA STORIA DI SILVIA
È lo stesso giudice a rimarcarlo quando dà conto di uno dei sei casi passati al
vaglio degli inquirenti.
Quello di Silvia (nome di fantasia), una bambina di 11 anni con crisi epilettiche
data in affidamento ad una coppia di donne omosessuali unite civilmente da un anno.
Due donne-una delle quale legata sentimentalmente in passato alla dirigente dei
servizi sociali Anghinolfi-che prendono una bambina su cui ci sono dei sospetti
mai dimostrati di abuso o maltrattamenti.
Ebbene: alla fine è Silvia che viene maltrattata dalle donne, una delle quali
presenta squilibri mentali evidenti.
«La bambina viene fatta oggetto di vessazioni psicologiche del tutto gratuite
e nemmeno correlate a comportamenti indisciplinati della stessa, ma esclusivamente
condizionati dall'esigenza di denigrare i genitori naturali ovvero dall'utilizzo
della piccola come bersaglio di sfoghi o di rabbia dell'una o dell'altra affidataria».
Insomma: la bambina viene allontanata dai genitori sulla base di presunti indizi
di abusi, viene data in affido a una coppia di donne omosessuali, legate alla
dirigente dei servizi, e viene-stavolta davvero-maltrattata dagli affidatari e fatta
oggetto di utilizzo di elettrodi durante le seduta con la psicologa del centro
Hansel & Gretel affinché riacquisti la memoria sugli abusi.
Abusi di cui non ci sarà mai traccia né prova.
Viene inoltre rimarcato che le donne affidatarie hanno in comune con la dirigente
del servizio «gli incentivi all'affidamento di bambini a coppie omosessuali
nell'ambito del noto movimento Lgbt».
In poche parole: le protagoniste di questa storia sono attiviste del movimento Lgbt
che si battono per l'adozione-e l'affido-dei bambini alle coppie omosessuali.
Un tema di stretta attualità e che è oggetto di vibrate critiche da parte del mondo
psicologico e pedagogico.
Ebbene: a Bibbiano e senza tanti problemi questo avveniva con il consenso del Comune.
E, come abbiamo visto, avveniva con questi risultati.
Un elemento in più per rimarcare che un minore non può crescere in un
contesto famigliare con due omosessuali.
«Le due donne-scrive-attivissime nel campo della tutela dei diritti della
comunità lesbica hanno condizionato la minore nell'imporre di non portare
capelli sciolti ispirate ovviamente dal proprio orientamento sessuale».
D'altra parte la Anghinolfi della sua attività di militante Lgbt, anche in chiave
di affido famigliare, non faceva mistero.
Internet conserva ancora diversi suoi interventi pubblici (convegni, interviste,
manifestazioni) proprio a favore della genitorialità gay.
Il punto è perché un Comune si fidi a tal punto di una donna così militante da
affidarle un servizio così centrale e delicato ed è su questo che il Pd è chiamato
a dare risposte, vista la fiducia concessa a paladini di cause, la genitorialità gay,
che è bene tenere lontano dai bambini.  
Lo Stato onnipotente che prende i figli fragili o impotenti per farne cosa sua.
Abbiamo visto questa ideologia totalitaria all'opera su altri casi legati all'educazione
sessuale a scuola o alla precocità sessuale in ambito infantile.
Ma anche con i tanti casi di bambini disabili-vedi Alfie Evans o Charlie Gard-in
cui doveva prevalere il loro best interest che non ha coinciso con il restare in vita.
L'inchiesta di Bibbiano apre uno squarcio inquietante anche su un altro modo di
appropriarsi dell'infanzia.
Col timbro dei servizi sociali e del "mitologico" welfare targato Emilia rossa.
Spiace dirlo, ma le cose di cui parla l'articolo non sono una novità per il mondo
degli assistenti sociali.

martedì 2 luglio 2019

Ecco i nomi dei maiali del sistema infetto dei servizi sociali e Ausl di Reggio Emilia dei bambini tolti alle loro famiglie, mi dispiace dirlo ma queste persone non sono persone umane, ma semplicemente dei maiali e come tali devono essere trattati se la legge Italiana è giusta.


Affidi illeciti a Reggio Emilia, ecco tutti i nomi degli indagati.
In totale sono 27: ci sono anche l’avvocato Marco Scarpati e il
direttore dell’Ausl Fausto Nicolini.
Video Bufera sui servizi sociali, arrestato il sindaco di Bibbiano
Servizi sociali e affidamenti illeciti
Articolo Sedici misure cautelari. "Lavaggio del cervello ai bimbi"
Reggio Emilia, 28 giugno 2019
Bambini strappati alle loro famiglie ricorrendo a sofisticati e illeciti escamotage
messi in atto da operatori dei servizi sociali.
Come relazioni stese ad hoc per fare apparire i genitori inadeguati e inviate poi
al tribunale che così ordinava di affidare i figli a un’altra coppia.
Oppure il caso di un disegno di una bambina modificato da una psicologa, con
l’aggiunta di un particolare che faceva ritenere la piccola vittima di un abuso
sessuale in famiglia.
Il commento Sistema infetto di Beppe Boni
E una macchina a impulsi elettro magnetici, prodotta negli Usa e assente in Europa,
che veniva applicato alla testa dei bambini con il pretesto di far ricordare loro
presunte violenze subite.
Dietro, un business illecito, che sarebbe ammontato a centinaia di migliaia di euro.
Questi e altri metodi sarebbero stati usati, secondo gli inquirenti, per allontanare
i bambini dai genitori, darli in affido alle famiglie–che vengono retribuite–e poi
sottoporli a un circuito di cure private a pagamento del centro studi
piemontese ‘Hansel e Gretel’.
Aggiornamento Il procuratore: "L'inchiesta non è finita".
Servizi sociali e affidamenti illeciti, 16 misure cautelari nel Reggiano.
Tutti gli indagati
L'inchiesta 'Angeli e demoni’ vede indagate 27 persone.
Tra queste, sei sono ai domiciliari: Andrea Carletti (sindaco di Bibbiano);
Federica Anghinolfi di Montecchio (dirigente servizi sociali Val d’Enza);
Nadia Bolognini, di Torino, (psicoterapeuta); Marietta Veltri, di Quattro
Castella (coordinatrice servizi sociali Val d’Enza); Francesco Monopoli,
di Correggio (assistente sociale Val d’Enza) e Claudio Foti (psicoterapeuta
‘Hansel e Gretel’).
Per Anghinolfi e Monopoli è scattato anche il divieto di esercitare l’attività
per sei mesi.
Sei mesi di stop anche per Imelda Bonaretti di Sant’Ilario e Matteo Mossini,
residente a Parma, psicologi dell’Ausl di Reggio.
Stessa misura per Nadia Campani di Quattro Castella (responsabile ufficio
di piano Unione Val d’Enza); Barbara Canei di Reggio (servizio sociale
Unione Val d’Enza); Sara Gibertini di Bibbiano (assistente sociale Unione
Val d’Enza); Cinzia Magnarelli di San Polo (assistente sociale Unione Val d’Enza);
Maria Vittoria Masdea di Parma (educatrice); Annalisa Scalabrini di Casalgrande
(assistente sociale Unione Val d’Enza) e Sarah Testa di Torino
(psicoterapeuta ‘Hansel e Gretel’).
Divieto di avvicinamento a un minore loro affidato per Fadia Bassmaji
e Daniela Bedogni di Reggio.
Indagati a piede libero Federica Alfieri di Parma (psicologa Ausl); Beatrice
Benati di Correggio (assistente sociale Val d’Enza); Federica Gazzotti di
Correggio (addetta stampa Ausl); Katia Guidetti di Quattro Castella (educatrice),
Fausto Nicolini di San Martino (direttore Ausl); Cinzia Prudente di Montecchio;
Marco Scarpati (avvocato), Valentina Ucchino di Reggio (neuropsichiatra
infantile Ausl Montecchio); Flaviana Murru di Parma (neuropsichiatra Ausl Montecchio).

Messaggio della Madonna a Mirjana.

Messaggio della Regina della Pace del 2 Luglio 2019 alla veggente Mirjana:
“Cari figli, secondo il volere del Padre misericordioso, vi ho dato ed ancora 
vi darò segni evidenti della mia presenza materna. 
Figli miei, essa è per il mio desiderio materno della guarigione delle anime. 
Essa è per il desiderio che ogni mio figlio abbia una fede autentica, che viva 
esperienze prodigiose bevendo alla sorgente della Parola di mio Figlio, 
della Parola di vita. 
Figli miei, col suo amore e sacrificio, mio Figlio ha portato nel mondo la luce 
della fede e vi ha mostrato la via della fede. 
Poiché, figli miei, la fede eleva il dolore e la sofferenza. La fede autentica rende 
la preghiera più sensibile, compie opere di misericordia: un dialogo, un’offerta. 
Quei miei figli che hanno fede, una fede autentica, sono felici nonostante tutto, 
perché vivono sulla terra l’inizio della felicità del Cielo. 
Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito a dare esempio di fede autentica, 
a portare la luce là dove c’è tenebra, a vivere mio Figlio. Figli miei, come Madre 
vi dico: non potete percorrere la via della fede e seguire mio Figlio senza i vostri pastori. 
Pregate che abbiano la forza e l’amore per guidarvi. 
Le vostre preghiere siano sempre con loro. Vi ringrazio!”

lunedì 24 giugno 2019

Una dedica all'Amore.


A VOLO D’ANGELO.
Voglio ringraziarti Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala
soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati, forse è
per questo che hai formato la famiglia composta da un uomo
e una donna, perché possano aiutarsi a volare assieme.
Ma a volte nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore,
che Tu abbia un’ala soltanto, o l’altra la tieni nascosta; forse per
farmi capire che Tu non puoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato la vita; perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami allora a librarmi con te.
Perché vivere non è “trascinare la vita”, “non è strappare la vita”,
“non è rosicchiare la vita”.
Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano all’ebrezza del vento.
Vivere è assaporare l’avventura della libertà.
Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere
nel volo un partner come te!
Ma Tu o Signore, hai voluto mettermi accanto una moglie, e nel
giorno del giuramento del matrimonio ci dicesti guardandoci negli
occhi, aiutatevi a volare assieme per tutta la vita.
Ci saranno burrasche, ci saranno dolori, ci saranno sofferenze,
ci saranno incomprensioni, ma unendo le vostre ali riuscirete
a volare aiutandovi a vicenda.
Grazie Signore, ora capisco perché ci hai dato un’ala soltanto,
perché unendoci per poter volare dobbiamo guardarci negli                                                           
occhi e scambiarci tenerezza e amore per l’eternità.  

venerdì 21 giugno 2019

Pensiero sul corpo di Cristo e dell'uomo


“Questo è il mio corpo”, dice lei a lui e lui a lei.
E i loro corpi unendosi diventano fonte di gioia, di unione e di dono.
“Questo è il mio corpo”, dice lei a lui e lui a lei.
E i loro corpi sono il segno più grande del loro donarsi, del loro consegnarsi,
del loro fidarsi l’uno dell’altro, dell’essere veramente vulnerabili, esposti, nudi.
“Questo è il mio corpo”, si dicono gli amanti quando si vogliono conquistare,
sedurre, attirare e mettono in luce e in risalto il proprio corpo.
“Questo è il mio corpo”, dice la madre a suo figlio e gli fa spazio perché si
sviluppi e nasca nel suo ventre.
“Questo è il mio corpo”, dice la madre a suo figlio e il suo seno diventa
latte e nutrimento.
“Questo è il mio corpo”, dice l’uomo alla donna e la abbraccia con le sue mani
forti, per dirle che lì con lui non c’è motivo d’aver paura.
“Questo è il mio corpo”, dice il bambino malato che non si spiega perché il
suo corpo sia diverso da quello dei suoi compagni e perché così giovane
sia già malato.
“Questo è il mio corpo”, dice l’uomo disabile, un corpo fermo, paralizzato,
che non funziona, ma che è tutto quello che ha, perché è lui, il suo corpo.
“Questo è il mio corpo”, dice il vecchio che vede un corpo che non risponde
più ai suoi desideri; è lento, è malato, è acciaccato, e per fare quello che faceva
ieri, adesso gli serve il triplo del tempo.
“Questo è il mio corpo”, dicono la pioggia, il vento, la neve, il sole, il seme,
quando incontrano la terra e la nutrono e perdendosi la rendono vitale e viva.
“Questo è il mio corpo”, dice la persona che ad un certo punto smette di remare
contro Dio, e non sapendo dove Lui lo porterà si lascia trasportare, senza porre
resistenze, senza paura, perché Lui è davvero irresistibile.
E fa della sua vita e del suo corpo il corpo di Dio, dove Lui può agire e vivere.
“Questo è il mio corpo”, disse Gesù in quella notte, quando fece della sua vita,
del suo corpo, un dono per tutti noi.
“Questo è il mio corpo” dice il cristiano a Dio, è malato, sofferente e stanco,
ma te lo offro, così com’è, e Tu fanne quello che vuoi, perché, non è mai stato
mio, l’ho solo avuto in dono per accudirlo, non so se l’ho trattato bene, ma ci
ho messo tutta la mia buona volontà, Fausto.



lunedì 17 giugno 2019

Ecco la dolcezza dell'amore.


La Madonna gioiosa di Benois, un dipinto di Leonardo.
È la prima volta che vedo questo bellissimo dipinto e, sono rimasto
estasiato dalla dolcezza dei personaggi raffigurati, un mix di amore,
di stupore, di intensa gioia, una madre innamorata della sua dolce
creatura, che la contempla estasiata.
Su questo dipinto, vediamo una mamma con il figlio neonato nella
penombra di una stanza.
Lei sorride e regge con la mano un piccolo fiore, Lui lo osserva tutto
concentrato, lo studia fiero di questa scoperta.
A guardare la Madonna di Benois, viene da stare in silenzio per non
disturbare quella che è a tutti gli effetti una scena familiare.
Ecco il vero volto di Maria, alla Vergine non piace stare seduta sul trono,
Lei, preferisce sedersi su una panca, magari in una casa abitata da una
famiglia con dei bambini.
Vediamo una giovane madre adolescente, che gioca con il figlio, persa in
un momento di gioioso abbandono, e con gioia immensa, contempla il suo
bambino sorridente.
È uno sguardo che ogni madre ha, o dovrebbe avere, nello scrutare il
capolavoro che è riuscita a fare.
E rallegrandosi con orgoglio, osserva consapevolmente un progresso che
il figlio sta facendo.
È una mamma innamorata della sua creatura, l’adolescente Maria di
Nazareth e, con Lui gioca con amore e stupore materno.
Perciò, immaginiamola così, Maria, dolce adolescente, che ama la gioia,
che ama giocare anche con noi, nella nostra quotidianità, ama sedersi alla
nostra mensa, condividere con noi quel poco che abbiamo da offrirgli,
e lo preferisce di gran lunga, al trono su cui l’abbiamo relegata.
Vieni dolce Madre adolescente, riempi di gioia e di amore le nostre stanche
famiglie, insegnaci a stupirci ancora delle piccole cose che ci circondano,
aiutaci a ritornare bambini per assaporare con gioia l’amore materno che
hai per tutti noi, Fausto.


giovedì 13 giugno 2019

Ho ricevuto un messaggio che ha fatto piangere il mio cuore.


Ho ricevuto un messaggio che mi ha scosso profondamente.
In quel messaggio c’era uno sfogo, ma anche una richiesta di aiuto.
Il messaggio diceva: “Non ce la faccio più; mia moglie è ammalata e non riesce
a soddisfare le mie esigenze, mi sono trovato una ragazza che frequento dopo il
lavoro, ma lei vuole di più, mi ha chiesto di lasciare mia moglie per andare
a vivere assieme”.
Sono nel caos più totale, ti prego aiutami.
Eccoti allora, quello che ne è uscito da un incontro che avevo fatto con degli
amici che avevano dei problemi simili, spero con tutto il cuore che tu riesca
a capire ed a comportarti di conseguenza.
Che Cos’è l’amore.
Mi sono trovato con alcune persone per fare una chiacchierata in amicizia,
ci siamo scambiati le nostre impressioni, i nostri dubbi, le preoccupazioni,
le nostre idee e i nostri valori, naturalmente essendo quasi tutti sposati o
fidanzati, si è toccato anche l’argomento dell’unione di coppia, del suo
insieme a 360 gradi.
Questa volta, non ho avuto come di solito, nessun tipo di attacchi da parte
loro, devo dire che è stata una bellissima serata, fino a quando la conversazione
si è diretta all’innamoramento, e qui sono iniziati i dolori, perché, perché
purtroppo ho intuito che la maggior parte delle coppie, almeno per quelli
con cui stavo conversando, vive l’amore in un modo sbagliato.
Mi spiego; per loro, l’amore è il momento dello scambio delle effusione,
per poi sfociare nello sfogo fisico nella coppia, finito il quale, si ritorna al
solito tran tran quotidiano tra alti e bassi, magari più bassi che alti, alcuni si
lamentavano che la loro partner è sempre stanca, con mille problemi, con
qualche acciacco, qualcun altro disse; è normale, altrimenti che senso
ha lo stare assieme se non c’è il rapporto.
No, mi dispiace per voi, non sapete ancora cosa vuol dire veramente amare.
Amore è, donarsi totalmente all’altro nel vero senso della parola, anche
quando ci sono problemi come malattie, difficoltà, dolori e stanchezza,
e non è possibile avere dei rapporti.
Amore è guardarsi negli occhi con tenerezza, anche quando gli occhi sono
stanchi, anche quando piangono, anche quando sono disperati, ricordiamoci
che un sorriso fatto con dolcezza anche dopo una giornata tremenda di super
lavoro o di sofferenza, è far capire alla nostra compagna o compagno, che
va bene così, non ci sono problemi, io ti amo così come sei, ti amo nei tuoi
momenti critici, magari nei momenti di stanchezza, di sofferenza o malattia.
Ti amo perché ti ho scelta, non solo per avere rapporti, e quella scelta che
ho fatto io la rispetto sempre con amore.
Non voglio farvi la morale perché sono meglio di voi, quando siamo sulla
barca della famiglia siamo tutti uguali, ma questa è la mia scelta di vita logica,
diversamente non mi sentirei cristiano.
La serata finisce con qualche mugugno, qualche rimpropero, ma tutto nella
norma, anzi ci siamo ripromessi di ritrovarci, dopo averci ragionato su un
pochino, è già una bella scommessa.
Pensate sia finito lì, impossibile, quando c’è di mezzo Dio, non puoi
stare tranquillo.
Nel ritorno a casa in macchina da solo, mi sono chiesto; ho parlato
dell’amore, ma io so veramente cosa vuol dire amare?
Mi stavo arrovellando il cervello, quando Dio, birichino, mi accende la luce,
non quella della macchina quella era già accesa, ma quella del cervello.
Gesù e la Croce, ecco il vero amore.
Noi lo abbiamo scaraventato in quel turbine di sofferenza che avrebbe
schiantato chiunque, lo abbiamo appiccicato al legno del patibolo e
consegnato alla morte, e Lui che fa?
Ci spiazza con una delle sue inspiegabili azioni; vi amo, ci dice dalla Croce,
siete la linfa del mio corpo, corpo sofferente per l’eccessivo amore.
Gesù in quelle condizioni di dolore, non ha pensato a sé, ma ha pensato
a noi: “Padre perdonali perché non sanno quello che fanno!”.
Gesù non guarda se siamo stanchi, ammalati, sofferenti o arrabbiati,
Lui ci ama e basta.
Ecco il vero amore, il vero amore sei tu non la tua persona, brutta o bella che
sia, e questo mi basta.
E allora ho capito cos’è la preghiera, tante volte noiosa diciamo noi.
Ho scoperto che la preghiera è un bacio al mio amore, uno scambio di tenerezza
con il mio Dio che è amore, ma anche attraverso Dio un bacio alla persona della
mia vita anche se ammalata o sofferente.
Coraggio, allora, innamorati da strapazzo, mettiamoci in coda, Dio si lascia
baciare da tutti, tranquilli, non lascia a piedi nessuno.
Questo deve essere il nostro insegnamento e, forse vivremo meglio anche il
nostro essere coppia, la nostra unione e la nostra famiglia.
Un abbraccio a tutti voi, amici innamorati, Fausto.